Biblioteca Archimede

Professione Legalità, Settimo Torinese ha accolto Marisa Fiorani

La madre di Marcella di Leverano, vittima di mafia, ha portato una testimonianza di dignità e coraggio

Professione Legalità, Settimo Torinese ha accolto Marisa Fiorani

Un momento intenso di ascolto e riflessione quello che si è svolto lunedì 2 marzo alla Biblioteca Archimede di Settimo Torinese, nell’ambito del progetto Professione Legalità.

Professione Legalità, Settimo ha accolto Marisa Fiorani

Ospite dell’iniziativa è stata Marisa Fiorani, madre di Marcella di Leverano, vittima innocente di mafia. Un dialogo aperto sul valore della memoria, della giustizia e dell’impegno quotidiano per la legalità, organizzato in collaborazione con Libera, Acmos e Fondazione ECM, con il patrocinio della Città di Settimo Torinese.

A intervenire durante l’incontro anche Francesca Rispoli, co-presidente di Libera Piemonte. I saluti istituzionali sono stati affidati all’assessora alla Legalità Carmen Vizzari.

Proprio Vizzari, al termine dell’appuntamento, ha voluto ringraziare pubblicamente Marisa Fiorani con parole cariche di emozione:

«Grazie Marisa! Oggi hai portato a Settimo un esempio di dignità, forza, coraggio, impegno civico che va oltre l’enorme dolore personale che solo una madre può provare. In memoria di Marcella e di tutte le vittime innocenti delle mafie. Quando il 21 marzo pronunceremo il suo nome sarà un po’ come averla conosciuta, anche se solo dalle pagine del suo diario».

Un riferimento, quello del 21 marzo, alla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, durante la quale vengono letti pubblicamente i nomi delle vittime, per restituire loro identità e presenza nella coscienza collettiva.

L’incontro alla Biblioteca Archimede si è inserito nel percorso di Professione Legalità, progetto che punta a coinvolgere la cittadinanza – e in particolare le giovani generazioni – in un cammino di consapevolezza, responsabilità e partecipazione attiva contro ogni forma di criminalità organizzata.

La testimonianza di Marisa Fiorani ha lasciato un segno profondo: una memoria che non si chiude nel dolore privato, ma si trasforma in impegno civile.