E poi l'assoluzione

Processo alla Veja: ecco le «malefatte» dell’Amministrazione

L'associazione Iniziative Culturali Settimesi ha svolto il tradizionale rito goliardico che chiude il Carnevale

Processo alla Veja: ecco le «malefatte» dell’Amministrazione

Il processo alla Veja è stato fatto. Davanti al Tribunale dell’associazione Iniziative Culturali Settimesi,  questa mattina, domenica 15 febbraio 2026, l’Amministrazione guidata da Elena Piastra ha risposto di tutte le «malefatte» compiute. E alla fine, è arrivata l’assoluzione.

Processo alla Veja

Anche quest’anno, la Veia – simbolo della vecchia amministrazione cittadina – è stata messa sotto torchio di fronte al Tribunale popolare del Gambero. L’iniziativa, organizzata dall’associazione Iniziative Culturali Settimesi, guidata dal presidente Giulio Pascali, si è svolta in piazza San Pietro dopo un breve corteo tra le vie del centro.

Un rito goliardico, che accompagna i festeggiamenti del Carnevale, e che unisce satira e divertimento. Ma, allo stesso tempo, l’associazione ha «rispolverato» alcuni spunti interessanti che hanno alimentato il dibattito pubblico di questi mesi.

Le accuse

Dal tema sicurezza alla vicenda Ospedale, passando per la spinosa questione legata al campo Rom. Sono queste alcune delle «accuse» mosse dal Pubblico Ministero, davanti ad un numeroso pubblico, all’Amministrazione Piastra.

«L’ospedal ëd Settimo resta in piè, dicon ch’a va bin, ma l’inchiesta brusa ancora e la veja la parla tant ma fa gnanca an segn; La Regione tira dritto, ma chi guida davvero? Sempre lei, la megera: a fare danni, e a nessuno interessa davvero. Trentasette milioni messi in bilancio, ma prima dov’erano? Parole a vuoto, scuse infinite, e i disagi che imperano», accusa il Tribunale sul caso Ospedale.

E poi, c’è anche il tema legato al decoro urbano. «A Settimo i topi fan carriera, la città va a rotolà, mentre la veja fa finta ‘d gnente», recita un altro passaggio del testo. E tra i «capi d’imputazione» su cui il Giudice popolare si è dovuto esprimere c’è anche la sospensione della sosta blu per tre pomeriggio nel periodo natalizio. «Tre sabati gratis, oh che gran bontà, ma solo al pomeriggio… ma va bin parej là. Al mattino si paga», ironizza l’associazione.

Inevitabile, poi, il riferimento al campo nomadi di via Moglia. Un argomento che ha infiammato il dibattito nelle ultime settimane: «Tra ruspe annunciate e proclami trionfali, sventolava post come fossero ideali, “campo smantellato!”, gridato in maiuscolo audace, ma resta la polvere — e la gente — che tace. regina dei social, sovrana del vanto, ma il campo è ancora lì — e l’agir è solo un canto».

Dunque, il Tribunale del Gambero non ha fatto sconti. Ma, alla fine, nonostante tutto, è stato clemente. Anche perché: «Se uccidiamo la Veja, che Carnevale sarebbe senza di lei il prossimo anno?».

E così, anche quest’anno, la Veja può tirare un sospiro di sollievo.