Il progetto

Polivalente, il dietrofront: può diventare un palazzetto

Le misure del campo da basket disegnato originariamente erano sbagliate

Polivalente, il dietrofront: può diventare un palazzetto

Polivalente, il dietrofront: l’impianto di via Diaz può diventare un Palazzetto dello Sport. Le misure prese originariamente erano sbagliate.

Polivalente, il dietrofront

Il padiglione polivalente può essere ripensato come palazzetto dello sport. Un «dietro-front», rispetto alle dichiarazioni fatte dopo il primo sopralluogo all’interno della struttura da parte del sindaco Cristian Corrado, che si basa prima di tutto sui numeri. Le misure del campo da basket tracciate al momento della realizzazione del padiglione (che non è mai entrato in funzione) erano sbagliate. E per questa ragione gli spazi ulteriori sembravo essere troppo ristretti per ospitare tribunette o altri servizi per gli sportivi.

Un dettaglio non di poco conto certamente, emerso venerdì scorso, quando in sala consiliare Alessandro Antonello, vice presidente dell’associazione Atp, ha presentato un’ipotesi di progetto di recupero della struttura a nome della sua società. «La struttura del padiglione gassinese – ha detto – è molto simile a quella che si trova in altri paesi a noi limitrofi, come ad esempio Cambiano, dove è funzionante il PalaWojtila, che ha le stesse lunghezze del nostro impianto di via Diaz. A Cambiano su un lato sono state poste delle piccole tribune, per dare la possibilità anche al pubblico di poter assistere. Lo spazio è assolutamente sufficiente. Ci sono anche altre realtà, che hanno la medesima struttura, e che la utilizzano anche come salone per le conferenze».

Lo studio

Lo studio effettuato dal vice presidente Atp è stato dettagliato, per andare a cogliere anche la portata del mondo sportivo sul territorio gassinese, prima di tutto partendo dal numero di tesserati, società per società. Arriviamo a circa 1500 praticati sul territorio. E già 4 società, con Atp, avrebbero trovato una collaborazione futura, raggruppando, in questo modo, circa 800 atleti.

Qualcosa, dunque, effettivamente si sta muovendo sul territorio, a dimostrazione di come l’esigenza di un palazzetto dello sport sia real, non dettata solamente dal tema del momento. E per il recupero dell’impianto, economicamente una strada potrebbe essere quella rappresentata dal bando Sport e Periferia del Ministero. «In base al progetto che abbiamo pensato – ha puntualizzato ancora Antonello – potrebbero essere praticate 11 discipline».