Progetto

Pietro Grasso alla Biblioteca Archimede: un incontro per raccontare le mafie a 40 anni dal Maxiprocesso

L’ex procuratore nazionale antimafia protagonista di “Parole in Tazza Grande” nell'ambito di "Professione Legalità"

Pietro Grasso alla Biblioteca Archimede: un incontro per raccontare le mafie a 40 anni dal Maxiprocesso

Un appuntamento di grande rilievo civile e culturale è in programma a Settimo Torinese con il ritorno di Pietro Grasso, protagonista di un nuovo incontro della rassegna “Parole in Tazza Grande”, inserito nel progetto Professione Legalità.

Pietro Grasso alla Biblioteca Archimede

L’incontro, dal titolo “Da che parte stai? Raccontare le mafie a 40 anni dal Maxiprocesso”, si terrà martedì 3 febbraio 2026 alle ore 18.00 alla Biblioteca Archimede, Sala Levi (Piazza Campidoglio 50, Settimo Torinese). L’ingresso è libero e gratuito.

Nel corso della serata Pietro Grasso dialogherà con il pubblico ripercorrendo una delle stagioni più importanti della storia giudiziaria italiana, riflettendo sul significato del Maxiprocesso e sull’attualità della lotta alle mafie, con uno sguardo rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

L’iniziativa, promossa dal Comune, è rivolta in particolare alle scuole ma aperta a tutta la cittadinanza.

Pietro Grasso è una delle figure più autorevoli nella storia recente dell’antimafia italiana. Magistrato di lungo corso, è stato procuratore nazionale antimafia dal 2005 al 2012, contribuendo in modo determinante al coordinamento delle indagini contro la criminalità organizzata. In precedenza ha fatto parte del pool di magistrati che istruì il Maxiprocesso di Palermo, lavorando accanto a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Successivamente ha ricoperto anche il ruolo di Presidente del Senato, seconda carica dello Stato.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è l’assessora Carmen Vizzari:

«Riprendono gli appuntamenti di Professione Legalità, un progetto che da qualche anno coinvolge le scuole e la cittadinanza con una particolare attenzione ai giovani. Siamo consapevoli che il contrasto al metodo mafioso, a qualunque scala esso si manifesti, è prima di tutto una battaglia culturale. È soprattutto insegnando ai ragazzi e alle ragazze i valori condivisi che riusciremo a contrastare comportamenti che sfociano in violenza, prevaricazione e spregio delle regole. Portare esempi virtuosi come quello di Pietro Grasso è una grande opportunità che invito tutti a cogliere».