Per una visita cardiologica, un anno d’attesa
318 giorni
318 giorni d’attesa per una visita cardiologica. È il numero che compare sotto la voce del poliambulatorio di Settimo ed è uno dei dati più lampanti che emerge consultando l’ultimo monitoraggio pubblicato dall’Asl To4 rispetto alle liste d’attesa del mese di maggio. Oltre 300 giorni di attesa anche se si guardano gli altri presidi, tra cui San Mauro ma anche Ivrea (310) e Rivarolo (309). A sorpresa, invece, figurano solo 24 giorni di attesa per il poli ospedaliero di Chivasso. Un dato che deve essere spiegato, considerando che a marzo i giorni erano 282 e ad aprile 310.
La precisazione dell’Asl
A proposito di questo, dall’Asl To 4 precisano: «Nell’ambito del monitoraggio costante dei tempi di attesa, a maggio sono stati aumentati i posti disponibili a Chivasso per le visite cardiologiche con priorità “D” (differibile). In linea più generale, è stato previsto un Piano aziendale di riorganizzazione delle attività al fine di incrementare le disponibilità per le prestazioni specialistiche ambulatoriali soggette a monitoraggio nell’ambito del Pngla (Piano Nazionale Governo Liste di Attesa). Tornando alle prestazioni di Cardiologia, nei prossimi giorni sarà attivato un Ambulatorio di Cardiologia presso l’Ospedale di Settimo, che si affiancherà a quello già operativo presso la sede ASL di via Leinì, destinato ad erogare consulenze cardiologiche ai pazienti ricoverati (evitando quindi i trasporti in ambulanza), ma aperto anche all’esterno»
L’analisi
Restringendo il campo ai Comuni della nostra zona, emergono non solo le lungaggini per la maggior parte delle visite specialistiche di classe D (differibili, ossia da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 per accertamenti diagnostici) ma anche dei veri e propri «buchi» nelle nostre strutture (in particolare Gassino) rispetto all’erogazione di molte prestazioni. Uno scenario che spinge tanti cittadini verso la sanità privata o in alternativa sempre verso strutture dell’Asl To4 ma ben distanti dai nostri territori. Ad esempio, prendiamo come riferimento una visita otorinolaringoiatrica, dove i tempi di attesa vanno dai 72 giorni di Gassino ai 137 per San Mauro. Se una persona avesse fretta, la soluzione sarebbe, a mezz’ora di macchina, l’Ospedale di Ciriè (con soli 5 giorni di attesa). Soluzione indubbiamente economica (dato che non si ricorre al privato) ma non proprio veloce per quanto riguarda la logistica. E gli spostamenti.
Tra attese record e servizi mancanti
Ed è proprio questa disparità di attesa anche sotto la stessa Asl un altro elemento di attenzione che, a sua volta, apre dei ragionamenti rispetto al trasporto pubblico locale. Soprattutto per chi non è automunito. Un altro esempio concreto riguarda l’elettrocardiogramma, che all’Ospedale di Chivasso può essere effettuato con tre giorni d’attesa contro i 135 indicati per Settimo. Sempre rispetto alla situazione settimese, inoltre, consultando l’ultimo monitoraggio dell’Asl To4, balza all’occhio anche l’affanno rispetto alla diagnostica e alla radiologia. Motivo per cui bisogna quasi necessariamente ricorrere alla sanità privata. Ma anche in questo caso, non sempre, i tempi sono brevissimi. Per una prima visita cardiologica con Ecg si scende a 101 giorni (comunque più di tre mesi, ma un terzo rispetto al pubblico). Tac e risonanze hanno tempi più brevi ma diverse tipologie di risonanze vedono dei campi vuoti (esempio l’Rm dell’addome inferiore e scavo pelvico), indice del fatto che l’esame non viene effettuato.
Gassino e San Mauro
In collina, in particolare a Gassino, si evidenziano diversi «spazi» vuoti, che stanno a dimostrare che qui le prestazioni non vengono proprio rogate. A San Mauro il discorso è diverso, in quanto la struttura di via Speranza è oggetto di interventi di recupero per la Casa di Comunità, con fondi Pnrr.
5 milioni per ridurre le liste
5 milioni di euro dedicati solo all’abbattimento delle liste d’attesa su 209 milioni complessivi destinati alla sanità. È uno dei punti principali previsti nell’ultima manovra finanziaria approvata dalla Regione Piemonte per integrare il fondo sanitario e finanziare i servizi aggiuntivi garantiti dalla sanità piemontese. «Abbiamo scelto di continuare a investire nella sanità pubblica piemontese continuando a garantire servizi per i cittadini e per le nostre comunità. Lo facciamo con buon senso, tenendo i conti in ordine ma scegliendo di far fronte ad aumenti che sono oggettivi e che sono in parte frutto dell’incremento generale dei costi», evidenziava l’assessore regionale Federico Riboldi, commentando una delle misure adottate dalla Regione sul capitolo sanità. Agli stanziamenti a bilancio, si aggiunge poi l’accordo firmato da Regione con le principali organizzazioni sindacali del comparto sanitario per destinare ulteriori risorse alle prestazioni aggiuntive del personale. «Una tantum» che prevede di finanziare attività svolte volontariamente dai professionisti al di fuori del normale orario di lavoro.