Dibattito

Mensa scolastica, scontro in aula sui costi: 300mila euro a carico del Comune

Salgono i prezzi dei pasti da settembre, opposizione all’attacco. La giunta difende: “Tariffe più eque e servizi migliorati”

Mensa scolastica, scontro in aula sui costi: 300mila euro a carico del Comune

Il dibattito sulla gara della refezione scolastica di Settimo Torinese è approdato in aula con l’interpellanza presentata da Fratelli d’Italia.

Mensa scolastica, scontro in aula sui costi

«Abbiamo avuto informazioni frammentarie», premette il capogruppo Enzo Maiolino, che chiede chiarimenti soprattutto rispetto ai 300.000 euro che verranno stanziati a bilancio dal Comune per coprire l’aumento dei costi del singolo pasto (che da settembre sarà di 5,88 euro).

«L’incremento deriva da una serie di fattori, considerando che il precedente prezzo arrivava da una procedura fatta 14 anni fa e nel frattempo è cambiato il mondo – replica l’assessora Chiara Gaiola -. Inoltre, non lo nascondiamo, anzi ne siamo orgogliosi, abbiamo aggiunto alcuni elementi qualitativi, come la merenda, che ovviamente generano un costo. Chiedere di più comporta un investimento maggiore e o ribaltavamo questo aumento sui cittadini, all’interno delle tariffe, o le assumevamo come bilancio. Questa è stata una gara difficile, ma fortemente competitiva. E infatti il secondo partecipante ha fatto ricorso. Tra trenta giorni firmeremo il contratto con la ditta e poi definiremo le modalità operative rispetto alla merenda e alla cottura dei primi piatti».

«Questi 300.000 euro verranno tagliati sui servizi?», domanda Moreno Maugeri che, parallelamente, evidenzia alcuni cambiamenti nelle tariffe del pre e post scuola. «È prevista una tariffa unica di 30 euro mensili, mentre fino ad oggi c’era una tariffa modulata e si parlava di 20 euro fino a 12 giorni. Ora si passa da un sistema flessibile ad uno rigido che non distingue più tra chi utilizza il servizio pochi giorni o tutti giorni», fa notare Maugeri che, però, nel merito non riceve risposte.

Difende le scelte politiche della propria Amministrazione, invece, la sindaca Elena Piastra. «Era stata Fratelli d’Italia a farci notare che le fasce Isee erano squilibrate. Con la revisione delle fasce, buona parte dei cittadini pagheranno meno nonostante il servizio pubblico costi di più. Ad esempio, la seconda fascia pagherà 2,35 euro in meno al giorno. Credo sia evidente la scelta politica: chi è più in difficoltà paga di meno e fossi in Fratelli d’Italia me la intesterei questa scelta. È una vittoria dei cittadini – afferma Piastra -. Abbiamo aumentato i servizi, garantiamo il centro cottura, abbiamo ridotto le tariffe per le fasce più basse ed è normale che sia la città ad intestarsela come bilancio».

«L’allegato 1 della gara stima il costo medio del pasto a 5,50 euro; importo a base d’asta 5,95 e arriviamo, con un ribasso minimo, a 5,88 euro in una gara che prevedeva il centro cottura in città ma bisognava dare il tempo a qualsiasi privato di predisporlo e di poter partecipare», replica Maiolino, rivendicando la scelta di non aver votato le linee di indirizzo.«Bisognava garantire il servizio ad un costo minore e invece avete messo dopo una toppa. Qui – conclude – bisogna ringraziare solo l’assessora Vizzari che, con il lavoro a bilancio, farà pagare questo non alle famiglie ma come contribuenti».