L’ospedale di Settimo cambia pelle: ecco il futuro del polo sanitario
La «rinascita» dell’ospedale
Il panorama sanitario dell’AslTo4 sta vivendo una delle sue fasi più delicate e ambiziose, convergendo gran parte delle proprie energie sul Presidio Ospedaliero di Settimo Torinese. Con la recente determina regionale che ha sancito il passaggio ufficiale della titolarità sanitaria dalla precedente gestione privatistica di SAAPA all’azienda sanitaria pubblica, l’ospedale settimese cambia pelle. Non si tratta di un semplice avvicendamento burocratico, ma di un riscatto strutturale ed economico supportato da un investimento di quaranta milioni di euro da parte della Regione Piemonte, equamente divisi tra l’acquisizione delle mura e il riscatto delle attività sanitarie. Settimo entra così a pieno titolo nella rete aziendale pubblica, acquisendo lo stesso status giuridico e operativo di presidi storici come Chivasso, Ciriè o Lanzo. L’obiettivo strategico è chiaro: trasformare la struttura in un polo d’eccellenza per la post-acuzie, la lungodegenza e la riabilitazione, facendola operare in strettissima sinergia con l’Ospedale di Chivasso, quasi fossero due padiglioni distanti di un’unica, grande struttura.
Piano di rilancio e posti letto
Ne abbiamo parlato con il direttore generale Luigi Vercellino, con Fiammetta Pagnozzi, referente della riorganizzazione e futura gestione del presidio di Settimo, e con Sara Marchisio, direttore sanitario dell’AslTo4 (nella foto). Il piano di rilancio viaggia verso un traguardo numerico ben definito, ovvero il raggiungimento del pieno regime con 235 posti letto complessivi entro la fine dell’anno. L’assetto originario dell’ospedale, storicamente suddiviso tra il Centro di Assistenza Primaria e Sanitaria (CAPS), la riabilitazione di secondo livello e la lungodegenza, ha recentemente beneficiato di una parziale riconversione. Venti letti sono stati infatti destinati all’Ospedale di Comunità, una dimensione assistenziale territoriale che al momento sta assorbendo in overbooking anche le richieste destinate a Crescentino, nel Vercellese, in attesa del completamento dei relativi lavori legati ai fondi PNRR. Questa flessibilità logistica permette a Settimo di proporsi come il perfetto «sfogo» per le degenze meno intense provenienti da Chivasso, accelerando il turnover dei pazienti e liberando spazi vitali per i ricoveri d’urgenza.
Riorganizzazione del personale medico
La transizione dal regime privato a quello pubblico ha imposto l’adozione immediata di regole d’ingaggio radicalmente diverse, governate da due principi non derogabili: l’accesso tramite pubblico concorso e l’obbligo del possesso della specializzazione per l’assunzione a tempo indeterminato del personale medico. Di fronte a una stima iniziale che prevedeva il fabbisogno di circa 17/18 nuove unità mediche distribuite sui tre reparti chiave, la direzione sanitaria ha risposto tempestivamente bandendo un concorso pubblico per la medicina interna di Settimo. La risposta dei professionisti ha segnato una netta inversione di tendenza rispetto alla storica carenza di camici bianchi nella zona. Su ventidue candidati presentatisi, l’azienda ha proceduto all’assunzione di otto specialisti, cinque dei quali erano già operanti nella vecchia gestione SAAPA e sono stati così stabilizzati. A questi si aggiungono innesti strategici da fuori regione, come uno specialista in medicina d’urgenza da Perugia e una geriatra di ritorno, oltre a una nuova figura infettivologica che rappresenterà un punto di riferimento per l’intero quadrante aziendale. Parallelamente, il lavoro di rete con le università ha sbloccato l’arrivo di giovani specializzandi dell’ultimo anno provenienti dagli atenei di Ancona, Genova e Modena, che prenderanno servizio con contratti a tempo determinato pronti a trasformarsi in stabili al momento del conseguimento del titolo. Per i reparti di riabilitazione e lungodegenza, l’organico viene temporaneamente supportato da avvisi per liberi professionisti e dal trasferimento stabile da Chivasso di una geriatra dall’elevata esperienza gestionale, in attesa del grande concorso per fisiatri che vede già venticinque specialisti iscritti.
Personale infermieristico e transizione contrattuale
Il resto della transizione aziendale è rappresentata dal personale infermieristico, dai fisioterapisti e dagli operatori socio-sanitari (OSS). In questo settore, l’impossibilità legale di procedere a un assorbimento diretto nel pubblico impiego senza concorso ha riacceso le storiche tensioni con le sigle sindacali, in un momento in cui le dinamiche politiche interne rischiavano di creare forti spaccature. Per evitare il licenziamento di massa o la precarizzazione dei lavoratori precedentemente impiegati da SAAPA, l’Asl, in totale accordo con l’assessorato regionale alla sanità, ha elaborato una strategia di transizione guidata. La scelta è ricaduta sulla strutturazione di una nuova gara d’appalto per l’affidamento delle attività infermieristiche, degli OSS e dei servizi alberghieri connessi, come pulizie e lavanderia, volta a coprire il periodo successivo alla scadenza del contratto attuale fissata a metà settembre. All’interno di questo nuovo bando è stata inserita una stringente clausola di salvaguardia sociale, finalizzata a tutelare i lavoratori già attivi nella struttura. L’obiettivo a lungo termine è fare in modo che, nell’arco di vigenza di questa gara ponte della durata minima di diciotto mesi, il personale possa maturare i requisiti di servizio presso l’azienda, consentendo così la successiva indizione di concorsi pubblici dotati di una quota di posti specificamente riservata a chi ha già svolto attività per i servizi della sanità locale.
Sviluppo della specialistica ambulatoriale
Accanto alla riorganizzazione dei reparti, l’Ospedale di Settimo Torinese si candida a diventare un hub fondamentale per la specialistica ambulatoriale del territorio, un’area storicamente penalizzata da un’elevata mobilità passiva verso le strutture ospedaliere di Torino. La direzione aziendale ha già avviato una profonda revisione delle dotazioni tecnologiche e degli spazi interni, individuando all’interno dell’area dell’Ospedale di Comunità i locali idonei per ospitare nuove attività.A breve il presidio vedrà l’esordio delle attività di cardiologia, supportate da consulenti in arrivo da Chivasso pronti a effettuare visite dirette in loco. È previsto inoltre un forte potenziamento dell’oculistica, servizio storicamente radicato ma bisognoso di un rilancio strutturale, e una riorganizzazione dell’urologia, volta a creare percorsi coordinati tra l’assistenza ambulatoriale settimese e la chirurgia d’urgenza chivassese. Lo sguardo sul futuro include infine un piano ambizioso per il recupero della grande area grezza un tempo destinata alle ex piscine, uno spazio imponente che la direzione mira a ristrutturare e rifunzionalizzare per metterlo definitivamente al servizio della cittadinanza e della sanità territoriale.