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La storia

L’aria di Gassino porta bene: i cent’anni di Michele Costa

Ha ricevuto anche la visita del sindaco e del vice sindaco

L’aria di Gassino porta bene:  i cent’anni di Michele Costa
Attualità 13 Marzo 2022 ore 08:51

L’aria di Gassino porta bene: i cent’anni di Michele Costa.

Michele Costa

Un paese di centenari. Sarà forse per l’aria buona, oppure per i paesaggi mozzafiato che la collina regala. Certo è che un altro cittadino di Gassino è arrivato in questi giorni alla soglia delle 100 primavere.

Il personaggio

Si tratta di Michele Costa, che ha spento le sue cento candeline il 2 marzo 2022. A festeggiarlo la moglie Michela, i tre figli Silvina, Biagia e Calogero e i sette tra nipoti e pronipoti, cui in questi anni ha trasmesso le proprie memorie ed i racconti di gioventù. Soprattutto quelli dal fronte.

La sua storia

Nato a Caltanissetta e cresciuto lavorando la terra, a 20 anni Michele è stato chiamato alle armi come molti giovani di quel tempo, ed è partito alla volta dell’est Europa. Era scoppiata la Seconda guerra mondiale e lui era «Nel reparto Artiglieri di Milano, impegnato sul fronte Iugoslavo. Lì ho riportato anche una ferita al volto, durante alcune operazioni di manutenzione dei mezzi che avevamo in dotazione. Ma è stato soprattutto il rientro a casa ed essere faticoso e pericoloso. L’ho affrontato tutto a piedi, passando per cunicoli e gallerie, il rischio era che ci trovassero i tedeschi»  racconta. Mai avrebbe creduto «Di essere spettatore di una terza guerra. Né che il mondo potesse fare tanti passi indietro nel tempo come sta accadendo» afferma poi riferendosi al conflitto tra Russia e Ucraina.
A ridosso degli anni ‘50 del secolo scorso, invece, sposa Michela. «Mentre qualche anno più tardi, coi nostri tre figli piccoli, siamo venuti al nord. Siamo arrivati a Bardassano il 1 aprile 1957, ospiti di una zia. Poi ci siamo spostati in Gassino appena trovato casa». All’epoca Michele aveva 35 anni ed era uno degli operai della ditta Carello, che produceva fanali d’auto per conto della Fiat. Impresa in cui è rimasto fino alla pensione.
Appassionato di sport, è stato anche sciatore delle Forze Armate e grande «Giocatore di bocce. Fino a qualche anno fa passavo i pomeriggi alla bocciofila insieme agli amatori come me. Ho ottenuto anche qualche medaglia al termine di alcuni tornei. Poi, purtroppo, è arrivata la pandemia e ci siamo visti costretti a rimanere tutti a casa. Da allora ho perso l’abitudine di spostarmi».
Proprio in data 2 marzo Michele ha ricevuto anche il saluto del sindaco Paolo Cugini e della vice sindaca Rosetta Tropea, che a nome dell’Amministrazione locale hanno consegnato una pergamena di auguri.

 

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