«Circa quindici anni fa, la battuta di chiunque era “abbiamo davvero bisogno di una biblioteca?”. Oggi credo che nessuno possa pensare di voler chiudere Archimede a Settimo».
La sindaca risponde a Fabrizio Puppo rispetto al nuovo Civic center
Inizia così la risposta della sindaca Elena Piastra a chi, come l’ex sindaco Fabrizio Puppo, sulle colonne di questo giornale, ha espresso diverse perplessità rispetto alla scelta di costruire una nuova scuola a Borgo Nuovo. Per sostituirne – sosteneva Puppo ai nostri taccuini – «una perfettamente funzionante come la Martiri». «Davanti ad una grande trasformazione, è normale che il cittadino non comprenda subito la portata che c’è dietro quel cambiamento. È un po’ meno normale se si tratta di politici e sindaci – sottolinea -. Chiunque conosca la Martiri, sa che non possiamo definirla “una scuola perfettamente funzionante”. Quella è una scuola energivora, con dei problemi anche di accessibilità e dunque non credo si possa definire la migliore possibile. Ho letto che Puppo dice che abbiamo investito dei soldi in quella scuola. Effettivamente, abbiamo speso circa 564.000 euro durante il mandato di Fabrizio a causa dello sfondellamento dei tetti. Come si può intuire, erano interventi urgenti che bisognava fare per condizioni di sicurezza, a proposito di “una scuola che è perfettamente funzionante”».
La sindaca risponde a Fabrizio Puppo rispetto al nuovo Civic center
Così, Piastra difende la scelta di realizzare il nuovo Civic center. Una possibilità arrivata attraverso il Pnrr. «Quella scuola è un’infrastruttura che attiverà una serie di trasformazioni nel quartiere, non cambia solo lo spazio fisico per i bambini del futuro», argomenta la sindaca che risponde anche alle critiche sollevate per il parco che verrà realizzato al posto della Martiri. «Anche in questo caso, penso sia normale per un cittadino dire “poi i parchi, dopo che li fate, vanno mantenuti”. Non lo capisco quando lo dice un politico – ribadisce, riprendendo un altro passaggio dell’intervista rilasciata da Puppo -. È stato dimostrato in tutte le strategie che la realizzazione di aree verdi è uno di quei fattori che migliora la qualità della vita delle persone. E in una Regione come il Piemonte, con il peggior inverno demografico, pensare alla città del domani vuol dire pensare ad una città che sia attrattiva soprattutto per le famiglie. E come si misura la qualità della vita delle persone? In aree verdi, asili nido gratuiti e nuove scuole».