E' stato una persona importante per San Mauro

"Intitoliamo una via a don Nicolino"

L’iniziativa è arrivata sul tavolo della Commissione Toponomastica a firma della capogruppo di Fratelli d’Italia, Paola Antonetto, e del capogruppo di San Mauro Domani, Antonio Lombardi

"Intitoliamo una via a don Nicolino"
Attualità 01 Maggio 2021 ore 08:58

"Intitoliamo una via a don Nicolino"

Don Nicolino

Nel centenario della sua nascita, arriva la proposta di dedicare a don Nicolino Rocchietti un luogo simbolo per il territorio, rendendo omaggio al parroco che ha lasciato un impronta decisiva per la comunità sanmaurese.

La proposta

L’iniziativa è arrivata sul tavolo della Commissione Toponomastica a firma della capogruppo di Fratelli d’Italia, Paola Antonetto, e del capogruppo di San Mauro Domani, Antonio Lombardi. Ai tecnici il compito di valutare la proposta e individuare quale zona potrebbe meglio rappresentare il lavoro di don Nicolino per San Mauro. «Vorremmo intitolare alla figura di Don Nicolino Rocchietti una via, una sala, o un parco, in memoria del suo grande operato sul comune di San Mauro Torinese, svolto durante il suo incarico di sacerdote prima presso la parrocchia di Santa Maria di Pulcherada e, in seguito, alla parrocchia di Sambuy. Questa intitolazione avrebbe un significato sicuramente più pregnante, in quanto il 21 aprile 2021 ricorreva il centenario della sua nascita». E’ questa la motivazione allegata dai due consiglieri alla proposta inoltrata alla commissione.

La sua storia

Nato a Barbania il 21 aprile 1921, don Nicolino diventa sacerdote nel 1944. Celebra il Giubileo Sacerdotale a San Mauro il 26 giugno 1994, e festeggia ancora il 60esimo anno di sacerdozio proprio a San Mauro, il 29 giugno 2004.
Nel 1969 succede al Parroco Don Elia Bartolomeo. «Don Nicolino arriva una domenica di novembre, l’11 novembre 1969, a San Mauro. Attraversa il centro su una Fiat 500 blu decapottata, salutando i fedeli che lo attendevano, sorridente e contento, nonostante avesse lasciato l’incarico di parroco a Vauda Canavese, vicino a casa sua», racconta Paola Antonetto, ripercorrendo le tappe del percorso fatto da don Nicolino sul nostro territorio. «Viene accolto sul sagrato della chiesa dal Sindaco Guerrini e dalle autorità del territorio, lui saluta con entusiasmo i nuovi parrocchiani, dimostrandosi da subito molto attivo e disponibile con i suoi fedeli». Il nuovo parroco mostra infatti la devozione verso la sua missione, quella di fare il prete. «Trasmetteva il suo credo in ogni sua azione - aggiunge Antonetto -. Si è sempre prestato per tutti ed era un uomo estremamente mite, a servizio di Dio e della comunità. Direi che sia stato il prete più amato dalla città».
Tante le iniziative da lui intraprese, come la riapertura dell’oratorio e la capacità di attrarre tanti giovani grazie ai suoi modi di fare e alle tante attività che amava proporre. A bordo della sua 500, poi, andava in giro a recuperare ferro vecchio, il cui ricavato lo usava per ammodernare l’oratorio, oppure portava i giovani in montagna organizzando la colonia estiva.
In primavera andava nei cortili delle case dei parrocchiani a celebrare messe e recitare rosari per conoscere persone e fare visita ai malati e agli anziani in casa. Organizzava poi pranzi e cene in oratori, creando una piccola famiglia, e gite in tutta Italia per gli adulti. «Don Nicolino era stato in grande di creare una bella comunità, con tante iniziative e molta partecipazione di sanmauresi».
A causa di problemi di salute, don Nicolino si ritira nella chiesa di Sambuy, riducendo i suoi impegni. Intanto accompagna al sacerdozio due giovani: Don Martino Ferraris (parroco di Castiglione) e Don Giuseppe Barbero (Parroco a Torino).
Nel suo periodo a San Mauro, il parroco ha ristrutturato la casa di riposo San Giuseppe; ha rifatto il tetto della chiesa di Santa Maria Pulcherada; ha completato i lavori della costruzione della chiesa di Sambuy, ha costruito il salone e le aule catechistiche a Sambuy; ha ristrutturato l’oratorio a Santa Maria Pulcherada.
Nel 2005 le sue condizioni di salute lo costringono a tornare nel canavese, nella casa del Clero di Mathi, dove muore nel 2010.

I commenti

«Vogliamo ricordare una persona che ha fatto tanto per San Mauro. Un modo per la comunità di onorare uno dei parroci più amati dal territorio», ribadiscono Antonetto e Lombardi.
Un gesto apprezzato anche da San Mauro Domani, di cui Lombardi - nonostante non sia più della civica - rappresenta ancora il capogruppo in Consiglio comunale. «Nell'anno del centenario della nascita di Don Nicolino Rocchietti, San Mauro Domani ritiene opportuno dedicare al parroco una intitolazione nella città in cui ha svolto il suo percorso pastorale - ribadiscono il presidente Santo Carvelli e il consigliere Davide Benedetto - . Mai potremo dimenticare tutto il bene che ha dato alla nostra città, e crediamo che rendergli merito sia un piccolo segno dovuto. Invitiamo la commissione toponomastica a essere celere nel suo lavoro e pronta nell'identificare il sito migliore».