La nuova scuola di Gassino Torinese continua a far discutere, non solo per la palestra non adeguata a ospitare partite di campionato di basket o volley, ma anche perché, al momento, le associazioni del territorio non possono usufruire della struttura a causa delle normative antincendio previste per l’uso esterno.
Gassino, critiche per la palestra della nuova scuola
A confermarlo è il sindaco Cristian Corrado, che invita a considerare l’aspetto più importante: la cittadinanza ha ora a disposizione un nuovo e funzionale plesso.
“Capisco la preoccupazione, perché il tema degli spazi sportivi è reale e sentito. Allo stesso tempo, credo sia importante tenere insieme tutti i pezzi. Oggi Gassino ha una scuola nuova. È un patrimonio della comunità e va utilizzata e valorizzata al meglio. Le osservazioni sulla palestra sono legittime e comprensibili ma non devono farci perdere di vista il risultato complessivo”, ha dichiarato Corrado, rispondendo a un post social del consigliere di minoranza Maurizio Gazzara.
Il sindaco ha aggiunto che il progetto era stato definito all’inizio del mandato e che l’obiettivo principale dell’amministrazione era portare a termine l’opera, introducendo migliorie come una viabilità funzionale e un accesso dedicato agli esterni, per consentire il futuro utilizzo della palestra.
Per consentire l’uso della palestra anche alle associazioni esterne, l’Amministrazione dovrà stanziare nuovi fondi per l’adeguamento alle normative antincendio.
“Non sarà un intervento immediato, ma abbiamo già predisposto il percorso per poterlo mettere in atto. L’unico intervento realizzato in corso d’opera, non previsto dal progetto originario, è stata l’apertura di una porta laterale per consentire alle associazioni di accedere senza interferire con le attività scolastiche”, ha spiegato Corrado.
Sullo sfondo, resta la necessità di un palazzetto per soddisfare la crescente richiesta di spazi sportivi.
La difesa della precedente amministrazione
Andrea Morelli, ex assessore e “papà” del progetto, difende le scelte effettuate:
“L’obiettivo dell’intervento è sempre stato costruire un nuovo edificio scolastico spazioso, confortevole e sicuro, abbandonando le vecchie scuole Borione e Gandhi. Il progetto ha rispettato tutte le normative previste dal bando regionale 2018-2020, finanziato con fondi PNRR, e ha superato l’esame degli uffici competenti. Per l’aula magna, la richiesta della Dirigenza scolastica di spazi aggiuntivi ha reso necessario rinunciare a questo ambiente. Sulla palestra, nel luglio 2020 i Vigili del Fuoco hanno approvato il progetto, precisando l’uso esclusivamente scolastico. Per non rischiare di perdere il finanziamento, si è deciso di procedere comunque, rimandando eventuali modifiche a varianti future”.
Morelli sottolinea che la nuova scuola risponde alle normative, che l’edificio è stato apprezzato per gli spazi interni e invita l’attuale amministrazione a dimostrare concretezza e priorità sulle scelte future.
L’attacco di Gazzara
Il consigliere Maurizio Gazzara ha rilanciato una serie di dure critiche nelle ultime ore:
“Ridicolo il tentativo di riscrivere la storia e di scaricare su vincoli e pareri tecnici responsabilità che per dieci anni sono state politiche dell’amministrazione precedente. Nessuno contesta l’obiettivo di costruire una nuova scuola, ma dopo dieci anni e 9,5 milioni di euro, Gassino si ritrova con criticità come prima, soprattutto su palestre e spazi di aggregazione. Rivendicare che ‘il progetto rispetta tutte le normative’ non è un merito, ma il minimo indispensabile. Qui la guida politica è mancata”.
Gazzara cita come esempio l’aula magna, prevista inizialmente e poi eliminata, e ribadisce che la palestra a uso esclusivamente scolastico era già nota nel 2020, con la decisione di rimandare eventuali adeguamenti futuri:
In un contesto povero di spazi di aggregazione, rinunciare a uno spazio polifunzionale non era inevitabile, ma una scelta. Sulla palestra la situazione è ancora più chiara: già nel 2020 si sapeva che sarebbe stata a uso esclusivamente scolastico. Si è deciso di andare avanti rimandando il problema al futuro. Oggi non si può spacciare come allarmismo una criticità che dura da anni. Dire che la polemica “non ha avuto seguito” contrasta con il malcontento diffuso, sui social e tra i cittadini. Le persone non contestano la nuova scuola in sé, ma il fatto di ritrovarsi senza spazi di aggregazione, con una palestra irrisolta e con un edificio percepito da molti come un ospedale o un carcere. La precedente amministrazione rivendica la paternità dell’opera, ma il risultato racconta di una guida politica debole, incapace di correggere la rotta quando era ancora possibile. Governare per dieci anni significa assumersi la responsabilità piena degli esiti, non rifugiarsi dietro bandi e norme. Oggi servirebbe meno difesa d’ufficio e più onestà politica!