Emergenza abitativa a San Mauro: le case non bastano
Tante le situazioni cui il Comune si sta occupando: «Stiamo attivando dei progetti nell’ottica di avere più alloggi a disposizione" spiega la sindaca

«Sull’emergenza abitativa, la situazione in questo momento è abbastanza delicata». Non usa certamente giri di parole la sindaca di San Mauro Torinese Giulia Guazzora per sottolineare come, nonostante l’attenzione da parte del Comune resti massima, le richieste di aiuto continuino a superare quanto, invece, l’Amministrazione può mettere a disposizione.
Emergenza abitativa a San Mauro
«Per quanto riguarda le case Atc, noi come Comune ci occupiamo del ricevimento delle domande, del trasferimento delle stesse, ma poi c’è una Commissione Atc che valuta in base a tutta una serie di criteri. Il compito dell’Amministrazione è fare da contatto con gli affidatari, dal momenti in cui vengono liberati gli alloggi, sulla base di una graduatoria che però è approvata da loro».
Entrando nel merito, la sindaca aggiunge: «Ci sono diverse situazioni da gestire, di recente Atc ci ha liberato un altro alloggio, quindi sono stati tre in totale del 2024. Dovrebbe liberarsi anche uno spazio del Comune. Sul territorio abbiamo sia alloggi in convivenza ed altre in collaborazione o nei residence, che invece paghiamo, per emergenze che dovrebbero essere temporanee, in attesa poi di ricollocazione, perché nel frattempo viene attivato anche un percorso con il Centro per l’Impiego e con il gruppo Abele lavoro. Nel corso degli ultimi anni è stata instaurata anche una collaborazione con il gruppo Abele di via Croce, che però ospita solamente donne o eventualmente donne con bambini e che però è legata a progetti Sai, a cui anche noi abbiamo partecipato, fatti però soprattutto con il Comune di Torino. La collaborazione riguarda dunque l’inserimento a scuola o nelle associazioni sportive dei bimbi, meno dal punto di vista dell’Emergenza abitativa».
«Gli alloggi sono tutti pieni»
La priorità per il Comune, allo stato attuale della situazione, è quella di andare ad ampliare la disponibilità di strutture a disposizione. «Abbiamo ricevuto proprio nei giorni scorsi - puntualizza ancora la sindaca - l’elenco di una serie di strutture che ora l’ufficio Casa andrà a contattare, per vedere di ampliare l’offerta di emergenza abitativa del Comune, perché gli alloggi sono tutti saturi da tempo e non si riesce ad avere un ricambio, escluso questo alloggio che verrà poi dato ad una persona che va in una casa Atc».
Il Cit
«L’altra cosa che abbiamo fatto, sempre su questo tema - prosegue ancora la sindaca - è stata quella di attivarci attraverso il Cit, che è il “fratello minore di Atc”, nel quale noi siamo soci, è un Consorzio di Comuni, ma non abbiamo alloggi disponibili da assegnare, per chiedere la possibilità di avere anche noi degli alloggi da assegnare sempre sul nostro territorio. E proprio due venerdì a l’assemblea ha provveduto ad approvare una delibera di indirizzo in cui si presuppone di avere per il Comune di San Mauro 250mila euro da esprimere in un acquisto di una o più unità immobiliari da destinare poi alle nostre emergenze abitative. Sarà una buona possibilità dunque per avere delle unità immobiliari in più a nostra disposizione».
Il dialogo con Atc
«Arriviamo ora da un cambio dei vertici - sottolinea ancora la prima cittadina sanmaurese -. E’ stata fatta la scorsa settimana una riunione informale dell’assemblea dei sindaci, non abbiamo ancora avuto modo di conoscere il nuovo presidente con il suo staff, probabilmente questa cosa avverrà nelle prossime settimane. Nello specifico, da quando circa due anni fa sono andata a parlare con l’ex presidente, è stato fatto un piano di rilascio degli alloggi e questo effettivamente è stato rispettato, sono pochi ma perlomeno i tempi li hanno rispettati. Però è anche vero che, abbiamo 24 alloggi vuoti che andrebbero anche ristrutturati ma per il momento non si muove nulla. In passato è stato detto che il Comune avrebbe messo delle disponibilità per fare delle ristrutturazioni, ma questa cosa poi non è andata a buon fine».
Le collaborazioni
«Abbiamo attivato diverse collaborazioni, anche con la comunità ecclesiastica. C’è una persona che è ospite delle suore di Cavagnolo con un progetto lavorativo di inserimento. Ci sono situazioni più difficili ed altre che invece siamo riusciti a risolvere, anche in collaborazione con il Cisa. Quello che è certo è che la nostra attenzione resta massima per cercare di rispondere a tutte le necessità».