Corso Piemonte finisce al centro del dibattito politico. In Consiglio, nelle scorse settimane, la sindaca Elena Piastra ha fatto il punto su alcune arterie della città.
Corso Piemonte, il dibattito in Consiglio
Mentre l’Amministrazione prova a ridurre la velocità di alcune arterie della città, in Consiglio comunale, quando si parla di viabilità e sicurezza stradale, il «piede» di maggioranza e opposizione preme sull’acceleratore.
Ad infiammare la discussione è la rotonda provvisoria tra corso Piemonte e via Don Gnocchi. Un incrocio che la minoranza, così come ribadisce a più riprese Giorgio Zigiotto (FdI), ritiene «pericoloso». E neanche il progetto di riduzione della carreggiata ad una corsia serve a portare il Consiglio su un rettilineo comune. «La vostra priorità è quella di ridurre costantemente le carreggiate ad una corsia. Arriverà il giorno in cui il traffico veicolare non diminuirà, come vi aspettate, e ci troveremo una Settimo bloccata durante gli orari di punta», attacca Francesco D’Ambrosio, rispolverando i tempi in cui «come si vede su Google Maps, corso Piemonte non aveva rotatorie».
«La rotonda, al di là di Google Earth, è inserita in tutta la pianificazione urbanistica degli ultimi vent’anni – replica il consigliere del Pd, Nicolò Farinetto -. Quando si dice che corso Piemonte funzionava benissimo, si dimentica, o forse si omette, che corso Piemonte è una strada che ha avuto dei mortali. E non sono tante le strade in città ad averli avuti».
L’intervento di Piastra: «La strada va messa in sicurezza»
Ed è proprio su questo ultimo passaggio di Farinetto che si concentra la sindaca Elena Piastra. «In corso Piemonte ci sono stati due mortali negli ultimi dieci anni, l’ultimo, a giugno 2019, con un ragazzo di 18 anni. Abbiamo l’obbligo di interrogarci. E davanti a questo non possiamo allargare le braccia o dirci “è successo, forse andava veloce”», afferma la sindaca, sottolineando come l’obiettivo primario sia quello di «far ridurre obbligatoriamente la velocità su corso Piemonte».
«Una strada ad alto scorrimento, a 70 km/h, difficilmente può essere sicura in un contesto fortemente urbano. Quella strada – argomenta – l’abbiamo candidata in tutti i bandi del pianeta, manca solo la Nato. Ma davanti all’assenza di cofinanziamenti esterni, la rotatoria è la soluzione migliore ed è prevista nel Piano regolatore da 30 anni».
«L’obiettivo, per una strada urbana, deve essere evitare incidenti», ribadisce Piastra che annuncia una serie di interventi anche in altri punti del territorio. «Vi anticipo – dice – che una volta intervenuti su corso Piemonte, dovremmo occuparci di via Galileo Ferraris e via Lombardia. Quella è un’altra via in cui abbiamo avuto tre incidenti. Possiamo allargare le braccia e contare i morti? Io credo di no. E anche in quel caso proporremo il restringimento della carreggiata».