Campo fotovoltaico «sotto le finestre»: in via Mantova nasce il Comitato dei residenti per tutelare l’area agricola. E il dibattito diventa anche politico.
Campo fotovoltaico in via Mantova
Dopo aver scoperto quasi per caso del progetto di un campo fotovoltaico su suolo agricolo, a pochi metri dalle loro abitazioni, i residenti di via Mantova hanno formato un Comitato spontaneo per tutelare il valore paesaggistico e la vocazione agricola dell’area. La vicenda – approdata in Consiglio attraverso un’interpellanza presentata dalla Lega – incomincia un anno fa. «La scorsa estate ho scoperto per caso di questo impianto fotovoltaico previsto a circa 7 metri dalle nostre abitazioni. Così, insieme agli altri residenti di via Mantova, ad inizio settembre 2025, abbiamo chiesto un incontro alla sindaca. In quell’occasione – racconta un cittadino -, l’Amministrazione si è dichiarata impotente ad impedire il progetto, garantendo degli aggiornamenti che, però, sono rimasti completamente disattesi».
Da quel momento, infatti, c’è stato «un silenzio istituzionale durato quasi un anno». E quando, ormai, il progetto sembrava finito nel dimenticatoio, è arrivato l’ennesimo colpo di scena. «La preoccupazione dei cittadini è degenerata nelle scorse settimane quando, all’improvviso, sono arrivati camion ed escavatori pronti ad operare», riferiscono gli abitanti della via che hanno deciso di raccogliere le firme per chiedere la tutela ambientale di una zona che rientra, anche nel Piano regolatore, tra le aree ad elevato interesse agronomico.
«Non vogliamo che passi il messaggio che non vogliamo sotto casa il fotovoltaico. Il punto non è questo – chiariscono -, ma ci aspettiamo solo che vengano rispettati determinati standard e soprattutto dà fastidio la mancata comunicazione da parte dell’Amministrazione che non può calare un progetto dall’alto senza dirci nulla. L’Amministrazione ha il dovere di esercitare tutti i poteri di controllo e pianificazione che le competono per stabilire le aree idonee, considerando che la legge regionale e le norme sulle Cer non prevedono un “libero tutti” automatico, ma impongono verifiche severe sull’effetto cumulo e sulla tutela del paesaggio».
Le criticità della zona
A questo aspetto, si aggiungono, poi, anche le preoccupazioni di carattere sanitario. In particolare – evidenzia il Comitato – «la vicinanza estrema dell’impianto (entro i 7 metri dalle case), l’oscurità sulla potenza effettiva, l’impatto di scavi e di opere tecnologiche permanenti come cabine elettriche, inverter e cavidotti, l’effetto calore, l’impatto acustico, i campi elettromagnetici e i fenomeni di riflessioni luminose, oltre ai rischi legati alla gestione delle acque meteoriche, delle fognature e dell’equilibrio idraulico».
«Quella di via Mantova è un’area già penalizzata dall’assenza di servizi base come l’illuminazione e i marciapiedi sulla strada d’accesso», lamentano i residenti, preoccupati anche dalle ricadute in termini di sicurezza. «Il timore – dicono – è che l’installazione possa attirare malviventi in un’area già segnata da frequenti problemi di sicurezza, dalla drastica caduta del valore immobiliare delle abitazioni e, soprattutto, dal precedente pericoloso che questo tipo di progetti possa propagarsi a macchia d’olio in tutta Settimo».
Lega e Forza Italia all’attacco
Sul tema, si sono attivati anche il segretario della Lega, Manolo Maugeri, e il segretario di Forza Italia, Giorgio Chiarle. «Su via Mantova sta andando in scena un corto circuito inaccettabile: un impianto fotovoltaico spuntato a pochissimi metri dalle case, su terreni agricoli di pregio, senza che i residenti sapessero nulla. Alla faccia della trasparenza promessa. La transizione ecologica si fa sui tetti dei capannoni e nelle aree dismesse, non svalutando le abitazioni dei cittadini e massacrando il nostro suolo rurale. Il Piano Regolatore e la nuova legge regionale danno al Comune tutte le armi per intervenire», attacca Maugeri.
«Ci chiediamo – aggiunge Chiarle – se sia normale e lecito un impianto di questo tipo a ridosso dalle abitazioni e quale sia da parte del Comune la volontà su questo tema».
La posizione del Comune
«La norma nazionale è, purtroppo, chiara. La priorità è l’incentivo degli impianti che producono energia “verde”. Il comune ha un compito di “verifica” ma non può bloccare un intervento, se le carte sono a posto, peraltro in una conferenza del servizio in cui le scelte sono prese insieme a Regione». Così, la sindaca Elena Piastra chiarisce quelli che sono i compiti – e i limiti – dell’Amministrazione. «Non ho nascosto, e lo confermo, di non avere alcun piacere di avere in città questo tipo di investimenti perché credo che mettere un campo fotovoltaico su area agricola coltivata sia un errore. Ma al di là delle mie opinioni personali, se una pratica edilizia è presentata in modo corretto ed è persino incentivata dal Governo nazionale, non è il Comune a poterla fermare, aggiunge.
E ancora: «Su questa vicenda, ricordo ancora che il nostro Comune è l’unico ad aver portato un passaggio nel piano regolatore che tenta di tutelare il suolo agricolo ad alto valore agronomico. Avevamo anche portato un ordine del giorno chiedendo un incontro all’assessore all’ambiente per chiedere norme più rigide. L’assessore è della Lega, proprio come Maugeri, e non ci ha mai risposto. I consiglieri di Fratelli d’Italia che esprimono l’assessore all’Agricoltura in regione, non l’hanno neppure votato. Questo lo dico perché si fa facile strumentalizzazione presentandosi come paladini della difesa del suolo agricolo in Consiglio a Settimo, mentre in Regione e al governo, dove si decide davvero, si scrivono le leggi che fanno il contrario, incentivando l’uso suolo agricolo».