Si è svolta venerdì 27 marzo l’asta delle 75 opere che altrettanti artisti hanno donato per sostenere il progetto di restauro del portone della chiesa dello Spirito Santo.
Asta per la chiesa: obiettivo raggiunto… a metà
La partecipazione è stata nutrita, molti sono stati i presenti, perlopiù appassionati d’arte, che hanno contributo alla raccolta dei fondi per la realizzazione dei lavori di recupero, attraverso l’acquisto di qualche opera. Il bilancio del presidente della Pro Loco gassinese, Guido Savio, che ha promosso la manifestazione in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ArteinOgniDove, Showbyte ed altre realtà del territorio. «Stando solo ad una prima analisi delle offerte che sono state fatte per l’acquisto dei quadri posso dire che l’obiettivo è stato raggiunto a metà, nel senso che saremmo arrivati al 50% del budget necessario per completare i lavori previsti. Bisogna però considerare che alcune opere sono state assegnate con riserva, ovvero al di sotto di una cifra minima, già ben più bassa della quotazione dell’opera, stabilita in precedenza per le opere di maggior valore, che rappresenta un minimo oggettivo rispettoso sia del valore dell’artista sia dell’opera stessa . Quindi, per queste, se la cifra “vincente” all’asta è stata troppo bassa rispetto al valore di riserva, dovremo valutare se accettarla o meno per salvaguardare lo scopo dell’iniziativa». L’asta ha rappresentato per il territorio una vera e propria novità. E’ stata curata dalla casa d’aste Bolaffi, che l’ha svolta gratuitamente, essendo lo spirito alla base della manifestazione di carattere benefico. Ad ospitare l’evento, il salone polifunzionale della parrocchia, in via don Camillo Ferrero, vicino all’oratorio.
Le parole della Pro Loco
«L’evento che abbiamo organizzato – puntualizza ancora il presidente della Pro Loco gassinese – ha rappresentato solo una tappa del percorso di raccolta fondi per il recupero del portone della chiesa dello Spirito Santo. Proseguiremo dunque nelle prossime settimane con iniziative puntuali per una valorizzazione specifica delle opere che non sono state aggiudicate all’asta anche se di pregio significativo e pertanto importantissime per il loro contributo al raggiungimento del target per il restauro».
Ogni partecipante all’asta si è formalmente registrato all’ingresso del salone polifunzionale. A seguito di tale registrazione è stato assegnato un numero specifico, con il quale potevano essere fatte le offerte. La base d’asta per tutti e 75 le opere donate è stata di 100 euro per dare spazio ai rilanci. Alcune, come detto, non sono state assegnate. Altre sono state aggiudicate alla cifra base ma ci sono stati anche dei lotti che sono stati aggiudicati per alcune migliaia di euro. Lo spirito alla base dell’iniziativa – e questo aspetto è stato sottolineato dallo staff degli organizzatori – è stato quello di coinvolgere i cittadini di Gassino in maniera diretta nel recupero di una struttura che è parte importante del patrimonio storico del paese. La chiesa dello Spirito Santo, con il suo «Cucurin», è infatti, uno dei simboli principali del territorio piemontese, come sottolineato anche dalla madrina dell’iniziativa Smeralda Saffirio Incisa, presidente del FAI Piemonte e Valle d’Aosta.