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San Mauro

Addio a Dino, memoria storica del Grande Torino e colonna di Rivodora

Edoardo Pilone aveva 93 anni ed era un tifoso doc, un alpino, un agricoltore e tanto altro ancora: toccante il ricordo del figlio

Addio a Dino, memoria storica del Grande Torino e colonna di Rivodora
Attualità Aggiornamento:

La maglia granata per lui era una seconda pelle. Edoardo Pilone, per tutti Dino, incarnava appieno lo Spirito che aveva animato il Grande Torino, la mitica squadra che perse la vita nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949. Grande il cordoglio dopo che la notizia della sua scomparsa, all'età di 93 anni, si è diffusa tra Rivodora, dove viveva, e San Mauro.

Vide giocare il Grande Torino

Pilone aveva 19 anni quando nel 1949 ebbe il privilegio di incontrare i giocatori di quel Grande Torino ricordati come gli «Invincibili». E per tutta la vita ha contribuito a tenere viva la fiamma granata.

Pilone faceva parte del Toro Club San Mauro Granata, che sulla sua pagina Facebook ha voluto immediatamente esprimere la propria vicinanza alla Famiglia.

«Un altro pezzo di storia e sentimenti che se ne va. Con le tue storie ci hai fatto capire ancora di più che essere del Toro è una cosa speciale, come lo eri tu. Ciao Dino adesso ritorni a giocare con loro. Ci mancherai».

L'ultimo saluto

In tanti hanno voluto prendere parte al funerale celebrato nella parrocchia di Rivodora questa mattina, martedì 5 settembre 2023.

Toccante il ricordo scritto per lui da figlio Ettore e che qui vi proponiamo integralmente. Il ricordo inizia con le parole della poesia di Carducci "Salve Piemonte":

"Su le dentate e scintillanti vette
salta il camoscio, tuona la valanga
da’ ghiacciai immani rotolando per le
selve scroscianti:
ma da i silenzi de l’effuso azzurro
esce nel sole l’aquila e distende
in tarde ruote digradanti il nero
volo solenne.
Salve Piemonte"

"Ricordi Papà? Questo era il Tuo saluto tra il serio e lo scherzoso quando incontravi qualcuno, ma tu la poesia del Carducci la sapevi tutta a memoria e non soltanto i primi versi.

Un saluto che non mancava mai perché tu hai avuto il dono di essere sempre stato cordiale e socievole con tutti. Ma Tu le montagne le hai amate veramente, il Rocciamelone per primo, il Gran Paradiso, il Castore e il Polluce, il Rifugio Regina Margherita e non ultimo l’Albergian, sono state solo alcune delle vette che hai avuto il piacere di raggiungere. E nonostante tu non abbia fatto il militare l’amore per la montagna e per le tradizioni alpine ti ha portato ad essere un assiduo frequentatore della baita degli Alpini di San Mauro, amico e aggregato del gruppo Alpini che amavi al punto di rimproverarci quando eri in ritardo con il rinnovo della tessera, oggi sono qui anche loro.

Tu, nato nel 1930 e cresciuto qui a Rivodora hai imparato fin da piccolo le fatiche del mondo contadino, dello stupore, quando nei boschi, avevi la fortuna di trovare i funghi, tu conoscevi in modo preciso il territorio, eri in grado di indicare dove erano i confini di proprietà di tutto il circondario e di Rivodora ne sei diventato la memoria storica. Proprio da quei boschi nel 2015 sei stato prelevato dall’elicottero del 118 per un viaggio che non potevamo sapere come si sarebbe concluso, e invece hai superato anche quello, come prima ancora i by-pass coronarici e il doppio intervento all’anca.

Vagamente testardo e incosciente al punto giusto, non ancora 14enne, con l’idea che in quel momento bisognasse agire sabotando il nemico, armato del falcetto e usando gli zoccoli come ceppo andasti a tagliare i fili del telefono di una postazione di tedeschi e quando i miei nonni se ne accorsero, loro si, molto più coscienti, in fretta e furia, ti tolsero gli zoccoli, li bruciarono e ne fecero un paio nuovo.

Non avevi ancora 18 anni e proprio qui fuori, davanti a questa chiesa, sulla ghiaia, perché l’asfalto non c’era, giocavi a pallone con i giocatori del Grande Torino e quando il 4 maggio 1949 l’aereo che li riportava a casa cadde a Superga, nonostante la pioggia e il fango, non esitasti neppure un minuto a salire al colle per cercare di capire cosa era successo ai tuoi idoli, è li che sei stato segnato per sempre è li che ti è cresciuta la fede Granata.

Il matrimonio, i figli e le fragole...

In questa chiesa il 24 aprile del 1955 hai detto SI a Paola con la quale avete diviso e condiviso le gioie e i dolori di questa vita, un amore incondizionato.

Qui a Rivodora, dove io, Claudio e Gabriella siamo entrati nella comunità locale con il battesimo e con mamma con l’attività al Ristorante e ancora fino a non molti anni fa quando con l’Ape non hai mai fatto mancare il tuo aiuto alla Pinin Pacot per allestire la Festa delle Fragole. Già, le fragole, nella tua vita le hai prodotte, le hai vendute sei stato premiato e le hai premiate, e poi la festa patronale in onore della Madonna del Carmine e le partite alle bocce o a carte al Polivalente, forse anche per questo hai conosciuto TUTTI e TUTTI ti conoscevano.

Rivodora e la cooperativa

Ultimamente chiunque incontrassi mi chiedeva di salutarti, io semplicemente quando venivo a trovarti ti ho sempre detto che TUTTI ti salutavano, ebbene oggi sono TUTTI qui per salutarti per l’ultima volta e noi tre figli, ringraziamo “Voi” di cuore per la vostra presenza cosi come ringraziamo tutti coloro che in un modo o in un altro si sono prodigati alla tua assistenza come il dott. Guglielmo Berta tuo ultimo compagno di stanza e tutto il personale sanitario della casa di cura Villa Adriana di Arignano.

Ma per te Rivodora è stata anche la Cooperativa di cui sei sempre stato socio non fosse altro per il fatto che i tuoi genitori, quando sei nato, erano “gestori” e tu andavi fiero di dire che eri nato nella “Curt del Marcheis”. Cooperativa di cui sei stato membro del Consiglio di Amministrazione e poi Presidente dal 2001 al 2004 orgoglioso di farne parte al punto che, nell’esprimere un tuo volere, ora avrai il privilegio del bacio della Bandiera.

E’ proprio vero, quando perdi una persona a cui tieni dopo non sei più lo stesso, adesso, però, è proprio venuto il momento di salutarci e le parole si sono tramutate in lacrime, certamente la Madonna del Carmine ti ha già preso fra le sue braccia e siamo consolati dal fatto che da ora in poi e per sempre potrai riposare accanto alla tua amata Paola.

Non solo noi famigliari ma tutti coloro che ti hanno conosciuto ti ringrazieranno per sempre per gli insegnamenti che ci hai donato e per quanto hai fatto nel corso della tua lunga vita. Ci mancherai.

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