Inaugurazione

A San Mauro ora c’è Casa Emanuele: accoglienza per studenti e lavoratori fuori sede

Nei locali della parrocchia di Sant’Anna Pescatori, ristrutturati grazie al lavoro di don Stefano Votta e don Luca Ramello

A San Mauro ora c’è Casa Emanuele: accoglienza per studenti e lavoratori fuori sede
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È stata inaugurata domenica 4 ottobre, dopo la messa delle 11, Casa Emanuele, il nuovo spazio della parrocchia di Sant’Anna Pescatori a San Mauro Torinese dedicato agli studenti fuori sede e ai lavoratori in trasferta. La struttura nasce nei locali che negli anni hanno ospitato don Luigi Caramellino, dopo un importante intervento di ristrutturazione.

A San Mauro ora c’è Casa Emanuele

Un progetto portato avanti dai parroci don Stefano Votta e don Luca Ramello insieme ai loro collaboratori, con l’obiettivo di offrire non soltanto un posto dove alloggiare, ma anche un luogo di accoglienza e condivisione. Tra le novità, stanze rinnovate e nuove cucine, con una particolare attenzione anche a chi ha un contratto di lavoro a tempo determinato.

«Siamo riusciti a raggiungere questo risultato grazie ad un lavori di squadra. Ringrazio il Consiglio Affari economici che è stato fondamentale», ha sottolineato don Stefano Votta durante la presentazione. «Abbiamo voluto fare una cosa bella, aprendo al mondo giovanile e del lavoro, con la scelta di venire incontro anche a chi ha un contratto a tempo determinato».

La casa, ha spiegato il parroco, sarà anche un sostegno per la parrocchia e per le opere che verranno realizzate in futuro. La dedica è a Emanuele, un giovane che ha vissuto la sua breve vita nella comunità ed è mancato a soli 19 anni. Tutte le stanze, inoltre, portano il nome di un santo, con una dedica a San Francesco.

All’inaugurazione erano presenti la sindaca Giulia Guazzora e i consiglieri regionali Silvio Magliano e Paola Antonetto.

La stessa sindaca ha ricordato l’importanza del progetto, sottolineando come il valore di Casa Emanuele vada oltre gli spazi rinnovati: «Accoglienza è comunità». Un luogo in cui chi studia o lavora lontano dalla propria famiglia possa trovare non solo un letto, ma anche una tavola condivisa, una parola e un senso di appartenenza.