Sono circa 28.000 le «zampe» che scorrazzano per la città, dove si sfiora complessivamente quota 7000 cani. Tradotto, a fronte di una popolazione residente di 45.566 abitanti (come rileva Demo Istat alla data del 1 gennaio 2026), a Settimo si conta 1 cane ogni 6,5 abitanti. Una densità notevole, soprattutto se si considera che a Torino il rapporto è di 1 amico a quattro zampe ogni 10 cittadini.
Il confronto con Torino e il nodo del decoro urbano
Insomma, facendo soprattutto un confronto con il capoluogo sabaudo, i dati certificano una Settimo «pet-friendly», in cui l’animale domestico è a tutti gli effetti un membro del nucleo familiare, ma allo stesso tempo una fotografia di questo tipo solleva anche degli interrogativi rispetto alla vivibilità urbana e alla gestione dello spazio pubblico. Da un lato, infatti, ci sono i servizi e le aree dedicate allo sgambamento, sparse nei diversi quadranti della città, dal villaggio Fiat a Borgo Nuovo. Dall’altro, sono sempre più attuali le segnalazioni legate al decoro urbano e alla mancata raccolta delle deiezioni da parte di proprietari «meno disciplinati». Un equilibrio sottile, in cui l’amore per gli animali deve fare i conti con il senso civico di ciascuno e il rispetto dei luoghi pubblici. Un tema che, non a caso, è finito più volte nel mirino del dibattito politico e di quello consiliare.
Il fenomeno dei cani non registrati all’anagrafe
C’è poi un altro fattore che, in questo scenario, gli addetti ai lavori non escludono: la cifra dei 7.000 esemplari potrebbe persino essere sottostimata. Nonostante l’obbligo di legge per il microchip e l’iscrizione all’anagrafe canina, infatti, non è raro imbattersi in situazioni di cani «invisibili» – ossia di animali non registrati o sfuggiti alle maglie dei controlli anagrafici – che farebbero lievitare ulteriormente il reale «popolo a quattro zampe» che convive con i residenti tra marciapiedi e parchi.
Le misure del Comune e l’intervento delle guardie zoofile OIPA
Tra le azioni messe in campo dal Comune per contrastare, in particolare, il problema delle deiezioni canine c’è soprattutto l’attività di controllo attivata con le guardie zoofile dell’Oipa. La convenzione – che proseguirà fino alla fine dell’anno in via sperimentale – prevede controlli sul benessere degli animali, eventuali maltrattamenti, verifiche e sanzioni sui proprietari che non puliscono le deiezioni, comprese quelle liquide. «È un supporto alla Polizia Municipale che viene affiancato in tanti Comuni», illustra il vicesindaco Giancarlo Brino, sottolineando che in città il servizio è attivo tre volte alla settimana. «Ci sono alcune zone del territorio che sono maggiormente attenzionate. Penso alla scuola Giacosa, dove proprio la scorsa settimana abbiamo potenziato i controlli, visto che più volte su quella strada e su quei marciapiedi ci è stata segnalata la mancata raccolta degli escrementi da parte dei detentori di animali – afferma Brino -. In parallelo, portiamo avanti i controlli anche nei parchi, concentrandoci non tanto sulla sanzione ma specialmente sull’aspetto della prevenzione».
Regolamento di Polizia urbana: l’obbligo della bottiglietta d’acqua
Un’attività di sensibilizzazione che è partita nei mesi scorsi, quando in Consiglio comunale è stato approvato all’interno del regolamento di Polizia urbana l’obbligo della bottiglietta d’acqua per diluire l’urina dei propri animali domestici. «All’inizio c’era un po’ di scetticismo, ma dai report che ci sono stati forniti anche quella attività è andata abbastanza bene. Come avevo accennato durante i dibattiti in Consiglio, in città abbiamo ben 96 fontanelle e organizzandosi non è un impegno così gravoso portare con sè una bottiglietta d’acqua e riempirla all’occorrenza», ha dichiarato il vicesindaco, rimarcando sempre quello che deve essere «il senso civico di ciascuno di noi». «I regolamenti ci sono ed è giusto che vengano fatti rispettare ma – ribadisce – poi serve che ognuno faccia la propria parte».