Protesta

Pendolari in rivolta a Settimo: «Ritardi, cancellazioni e corse limitate, così il servizio ferroviario fa pena»

Sui social si denuncia una situazione in peggioramento da almeno due settimane sulle linee Sfm1 e Sfm2

Pendolari in rivolta a Settimo: «Ritardi, cancellazioni e corse limitate, così il servizio ferroviario fa pena»
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Ritardi, cancellazioni, treni con capolinea anticipato e convogli fermi sui binari. È la situazione denunciata dal gruppo social Pendolari Settimo, che in un post accompagnato da un tabellone con numerose segnalazioni di ritardi punta il dito contro i disservizi del trasporto ferroviario che interessano i viaggiatori di Settimo Torinese.

Pendolari in rivolta a Settimo

«Questa è la situazione da almeno due settimane, una spirale negativa che peggiora giorno dopo giorno», scrivono i pendolari, elencando i problemi riscontrati: corse limitate a Lingotto e Stura, treni fermi per la presenza di persone sui binari e altri stop di cui, secondo il gruppo, non vengono chiarite le ragioni. Nel post la protesta si fa ancora più dura: «Oggi abbiamo toccato il fondo, ma domani Rfi e Trenitalia potrebbero raggiungere nuove vette».

Al centro della contestazione ci sono entrambe le linee ferroviarie che servono la città, la Sfm1 e la Sfm2. «A Settimo Torinese su due linee ferroviarie non ce n’è una che sia all’onore del mondo», afferma il gruppo, che lamenta anche una programmazione dei passaggi poco efficace: due linee che, di fatto, finiscono per diventare una sola a causa di una cadenza dei treni giudicata inadeguata.

La protesta riguarda anche le conseguenze concrete per chi utilizza quotidianamente il treno per raggiungere il posto di lavoro. «Chi paga le ore perse sul lavoro da centinaia di pendolari? Chi risponde per un servizio sempre più caro e pessimo?», chiedono gli autori del post.

Il gruppo ricorda inoltre che il Comitato porta regolarmente le segnalazioni dei viaggiatori alle riunioni periodiche dell’Agenzia della Mobilità piemontese. Le richieste, sostengono i pendolari, vengono ascoltate, ma senza risultati tangibili: «Le istanze vengono ascoltate, ma i fatti stanno a zero».

Infine, nel mirino finiscono anche le priorità nell’utilizzo delle risorse pubbliche. I pendolari criticano i fondi destinati alle barriere fonoassorbenti, ritenendo che si investano «milionate» per opere di cui, secondo il gruppo, pochi avvertivano la necessità, mentre restano irrisolti i problemi del servizio ferroviario quotidiano.