Dopo anni di immobilismo e di ipotesi sfumate, nell’ex area di Laguna verde ora si stia realmente muovendo qualcosa.
Settimo, nell’ex Pirelli di Laguna Verde arriverà un data center
Ormai è cosa certa: come anticipato da Desirèe Di Monte sul nostro settimanale La Nuova Periferia del 6 ottobre, alla Pirelli, al posto dello stabilimento industriale in cui si producevano pneumatici, arriverà un nuovo data center. Un investimento importante, sia in termini economici che in termini ambientali.
Che qualcosa «bollisse in pentola» lo si era notato in modo lampante anche nell’ultimo Consiglio comunale, in cui parlando di Documento unico di programmazione gran parte degli interventi della maggioranza – a partire da quello della sindaca Elena Piastra – si sono concentrati proprio su Laguna verde. «Il Dup richiama un percorso che si è accelerato negli ultimi mesi e che porterà il Consiglio ad essere informato. Rispetto alle versioni precedenti, con le valutazioni legate sia al commerciale che al residenziale, c’è un emendamento più profondo in questa direzione», ha illustrato Piastra presentando la nota di aggiornamento del Dup.
Cosa dice il Dup
Sono diversi i passaggi su Laguna verde indicati nel Documento di programmazione. La zona ex Pirelli viene infatti indicata come area «ad alto potenziale per la città». Un tema che sarà centrale anche nella prossima variante al Piano regolatore. «Un elemento essenziale su cui continuare a investire sarà la rigenerazione urbana. In particolare dei residui tessuti di matrice industriale che costituiscono l’ossatura delle politiche di riuso e contenimento d’uso del suolo che la Variante generale al Piano Regolatore intende perseguire.
Il riferimento principale è costituito da importanti ex siti industriali quali Lucchini; Ceat; Pirelli di via Torino; Cernusco; Standa. Ad oggi – si legge – attraverso le attività di programmazione urbanistica circa 770.000 mq di superficie territoriale sono stati rigenerati sia in termini fisici che funzionali. Alla Variante generale di Prg è assegnato il compito di governare la trasformazione dei siti residui per circa 400.000 mq di superficie territoriale», si legge nel Dup che parla di «una fase interlocutoria avviata con i proprietari e i partner che porterà a verificare gli strumenti urbanistici esistenti, la loro congruità o le eventuali modifiche».
L’obiettivo, infatti, è quello di contenere il consumo di suolo, incentivare risorse energetiche e limitare gli impatti sull’ambiente. Un percorso che, allo stesso tempo, mira a valorizzare anche l’area circostante, in particolare la cerniera rappresentata dalla direttrice via Torino-corso Romania. Progetti che sono oggetto di alcune valutazioni da parte dell’Amministrazione. «Stiamo lavorando, sì. In queste settimane dovremmo portare una prima delibera», conferma la sindaca.
Mentre la futura realizzazione del data center è ormai una realtà, rimarranno da capire, oltre al tipo di investimento, anche quali compensazioni ambientali siano previste nell’ambito dell’intervento urbanistico. Un aspetto su cui la sindaca Piastra, nei mesi scorsi, era stata netta. Due gli elementi principali rimarcati dalla sindaca: circoscrivere l’insediamento dei data center alle aree degradate del territorio e lavorare sugli impatti ambientali. «Come Comune, nel piano regolatore abbiamo provato a fare chiarezza ma ad oggi, non ci sono obblighi sulle compensazioni ambientali. Penso alle ricadute in termini di alberature, all’attenzione al teleriscaldamento. Settimo – affermava Piastra – sta provando a creare le migliori condizioni possibili anche per quanto riguarda le compensazioni sul pubblico».