Per il dopo Piastra abbiamo «scomodato» l’intelligenza artificiale: l’algoritmo punta sull’assessore Alessandro Raso. Ma nella rosa dei nomi spuntano anche altri tre componenti dell’Esecutivo.
Dopo Piastra
Tu chiedi e l’intelligenza artificiale risponde. Anzi, calcola. In un momento in cui è sempre più predominante, abbiamo deciso di mettere alla prova l’IA e di interrogarla sull’identikit ideale del prossimo candidato sindaco. La domanda è stata semplice, con pochi elementi: «Se si dovesse andare al voto tra una settimana, considerando gli scenari attuali e gli equilibri all’interno dei partiti da preservare, quale sarebbe per l’IA il candidato sindaco del centro sinistra dopo Elena Piastra?».
Elaborando gli scenari politici, le correnti di partito e gli equilibri civici, l’identikit ideale tracciato dall’Intelligenza Artificiale non corrisponde a un singolo nome di tessera, bensì a una precisa sintesi di profilo. «Per garantire la tenuta della coalizione senza disperdere l’eredità di governo, il candidato ideale presenta tre caratteristiche chiave: deve essere un profilo giovane-adulto (35-45 anni), con alle spalle almeno un mandato da assessore con deleghe “pesanti” (Bilancio, Urbanistica o Lavori Pubblici). Deve possedere una macchina tecnica già rodata – scrive -. Non un apparatista rigido del Pd, ma una figura gradita alle liste civiche e capace di mantenere salda l’alleanza con il Movimento 5 Stelle e i Moderati, tasselli centrali del modello-Settimo». Partendo da questi elementi, l’IA punta su «un’espressione diretta della Giunta uscente: una figura di sintesi tra la continuità dell’esperienza Piastra e un nuovo tocco di mediazione interna al Pd».
In caso di voto immediato, la figura che risponde meglio a questo identikit per equilibri e pragmatismo sarebbe l’attuale vicesindaco (o l’assessore con maggiore delega strategica e peso elettorale), capace di incarnare la stabilità di Palazzo Civico e rassicurare tanto i partiti tradizionali quanto l’elettorato fluido delle civiche.
Da qui, la nostra conversazione procede: «Dunque, ci stai indicando come nome Giancarlo Brino?».
Risposta: Brino incarna alla perfezione l’esperienza, la stabilità e la figura del «pontiere» istituzionale. Se, però, l’obiettivo del centrosinistra fosse quello di replicare il «modello Piastra» anche sotto il profilo generazionale, la partita politica interna vedrebbe in corsa anche altri profili della Giunta.
L’IA cerca meglio
Partendo da questo ultimo passaggio, abbiamo dunque chiesto all’intelligenza artificiale di ampliare la propria analisi e di allargare il campo ad altri profili che possano risultare «candidati ideali».
Tre, a questo punto, i nomi messi sul piatto: in termini di equilibrio di partito e anagrafica, l’identikit dell’assessore Alessandro Raso è tra i più calzanti perché «non creerebbe fratture nella base dem e garantirebbe un passaggio di consegne ordinato».
Secondo nome, Carmen Vizzari: «Candidare un’assessora donna andrebbe nel segno della continuità naturale dopo Piastra. Sarebbe la figura perfetta per intercettare il voto d’opinione e le liste civiche, pur imponendo al Pd di fare un passo di lato sulla casella del candidato unico».
Dulcis in fundo, Chiara Gaiola: «Giovane, competente su temi caldi come le politiche scolastiche e sociali, gradita all’ala progressista. Offrirebbe un’immagine di forte freschezza alla coalizione. Il limite: un’operazione del genere richiederebbe un accordo di ferro interno per blindare la candidatura da possibili contraccolpi o da correnti avverse».
Il verdetto
A questo punto, dopo aver analizzato più profili, anche per l’IA è arrivato il momento delle scelte. E del nome su cui decide di puntare.
«Se mi chiedi una scelta secca, analitica e senza mezzi termini, l’algoritmo calcola e sceglie: Alessandro Raso – afferma -. Il motivo della puntata diretta nasce dal fatto che, eliminata la figura di garanzia del vicesindaco, la priorità politica assoluta del centrosinistra diventa la tenuta della macchina amministrativa e del Partito Democratico, evitando strappi interni».
Da qui, tre elementi decisivi: come assessore ai Lavori Pubblici (ex delega) e alla Manutenzione del patrimonio, gestisce i cantieri, il Pnrr e la trasformazione fisica della città. «Chi controlla i cantieri controlla la percezione di presenza sul territorio. Classe 1978, ha l’età ideale per incarnare la continuità generazionale rispetto al decennio di Elena Piastra, senza l’incognita di un profilo troppo giovane per i bilanci della coalizione – analizza l’AI -. Infine, il baricentro politico: È la figura di sintesi perfetta all’interno del Pd per ricompattare la base di partito, mantenendo una credibilità tecnica e amministrativa spendibile verso gli alleati del campo largo locale».
Dunque, se si andasse al voto tra sette giorni e la politica dovesse calcolare la mossa vincente per efficienza, identità e basso rischio di spaccatura, la fiches del centrosinistra – sentenzia, senza grossi dubbi, l’Intelligenza artificiale – finirebbe su Alessandro Raso.