Corso Italia pedonale oppure aperto alle auto? A Gassino torna a far discutere il futuro del centro storico.
Corso Italia pedonale? Si accende il dibattito
Il confronto si è animato sui social tramite un post che ha rilanciato un tema di cui in paese si parla da tempo: la possibilità di trasformare corso Italia in un’isola pedonale.
«Corso Italia è da anni che si parla di trasformarla in un’isola pedonale. Ogni volta se ne discute, ci sono timori, contrarietà e mille perplessità», è la riflessione da cui è partito il dibattito. Secondo l’autore del post, le esperienze di altri centri dimostrerebbero che un cambiamento inizialmente accolto con diffidenza può contribuire a rendere il centro più vivibile e frequentato. A pesare sul ragionamento anche la prospettiva dell’arrivo di un nuovo centro commerciale e della conseguente maggiore concorrenza per i negozi di vicinato.
La proposta ha rapidamente raccolto opinioni differenti. Tra le preoccupazioni più ricorrenti c’è proprio quella per il commercio locale. «Non ci sono più negozi, stanno chiudendo tutti», osserva un cittadino, mentre un altro sottolinea: «E’ una moria che va avanti da anni».
C’è poi chi mette in discussione l’idea che una pedonalizzazione possa aiutare le attività: «Il commercio dei piccoli negozi è morto e non solo a Gassino ma in tutta Italia. I consumi si sono spostati dal negozio a internet». Secondo lo stesso commentatore, si potrebbe anche creare un’isola pedonale, ma rimarrebbe da capire chi potrebbe usufruirne in assenza di un tessuto commerciale sufficientemente forte.
Altro nodo sollevato nella discussione è quello dei parcheggi. «Credo che un grosso problema sono i tanti posti auto che verrebbero eliminati, considerato già il numero esiguo per chi ci abita e non ha il garage diventerebbe un grosso problema. E io penso che se non posso parcheggiare vicino ai negozi vado a fare acquisti dove è comodo mettere l’auto. Ho moltissimi dubbi su questo pensiero», scrive un’altra cittadina.
Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco di Gassino, Cristian Corrado, allargando però il ragionamento oltre il semplice confronto tra chiusura e apertura alle auto.
«Pedonale o non pedonale, credo che il tema vero sia un altro: il modello del centro storico va ripensato. Anche molti Comuni che hanno già aree completamente pedonali stanno vivendo una crisi del commercio di vicinato, quindi non credo esista una soluzione semplice o automatica. Al momento esiste già un progetto di riqualificazione del centro storico e proprio in queste settimane sono in corso le interviste nell’ambito di un percorso partecipato che coinvolge commercianti e stakeholder che vivono quotidianamente il nostro centro».
E Corrado prosegue: «Personalmente ritengo interessante lavorare su un modello più flessibile: mantenere la possibilità di parcheggiare, magari aumentando i posti nelle immediate vicinanze, ma allo stesso tempo rendere Corso Italia facilmente pedonalizzabile in alcune occasioni, per ospitare eventi, manifestazioni, mercatini e iniziative capaci di portare persone e vitalità nel centro».
E ancora: «Il nostro centro storico è stato realizzato privilegiando una strada che favorisce lo scorrimento veloce delle auto, mentre lo spazio destinato alle persone è estremamente sacrificato: marciapiedi molto stretti, poco spazio per fermarsi, incontrarsi o semplicemente passeggiare. Un centro storico non può essere pensato principalmente come una strada da attraversare in auto, ma deve tornare a essere un luogo da vivere».
«L’obiettivo – conclude Corrado – deve essere trovare il giusto equilibrio tra accessibilità, qualità dello spazio pubblico e capacità di rendere il nostro centro storico vivo e attrattivo. Ed è proprio su questo che il percorso partecipato dovrà aiutarci a fare le scelte migliori».
Al di là delle differenti posizioni sulla pedonalizzazione, il confronto nato sui social ha così riportato al centro una questione più ampia: quale futuro immaginare per corso Italia e per il cuore commerciale di Gassino, tra necessità di garantire accessibilità e parcheggi, crisi dei negozi di vicinato e ricerca di nuovi modi per rendere il centro storico più attrattivo e vissuto.