Esperienze

Agnello, Moncenisio e Iseran partendo da Settimo: le imprese in bici di Nicola Moglia

Il 44enne settimese racconta le sue lunghe pedalate

Agnello, Moncenisio e Iseran partendo da Settimo: le imprese in bici di Nicola Moglia

Da Settimo Torinese al Colle dell’Iseran, passando per il Moncenisio, e poi nuovamente a casa.

Agnello, Moncenisio e Iseran partendo da Settimo

Tutto in sella a una bici da corsa muscolare, percorrendo 268 chilometri e affrontando 4.142 metri di dislivello positivo. È la nuova impresa del settimese Nicola Moglia, 44 anni, che nelle scorse settimane aveva già raggiunto il Colle dell’Agnello partendo direttamente da Settimo.

Quella volta aveva percorso, tra andata e ritorno, 279 chilometri in circa 21 ore. Una sfida preparata a lungo e resa ancora più speciale dalla presenza del fratello Marco e della famiglia ad attenderlo in cima. Ma Moglia aveva già in mente di alzare ulteriormente l’asticella.

«Ebbene sì, questa è la mia impresa più estrema, quella per cui vi scrivevo che volevo fare una sorpresa soprattutto a coloro che hanno letto delle mie precedenti pedalate. E’ uno di quegli eventi per cui vale la pena allenarsi settimane e mesi. Bisogna saper soffrire, certo. Ma poi il traguardo appaga, eccome se appaga», ha raccontato sui social.

Dopo il Piccolo San Bernardo, il Galibier, il Nivolet e l’Agnello, tutti raggiunti pedalando da casa, l’obiettivo questa volta era ancora più ambizioso: il Colle dell’Iseran, in Francia, con il Moncenisio da affrontare sia all’andata sia al ritorno.

La partenza è avvenuta alle 3 di domenica 2 agosto. Dopo i primi 63 chilometri di pianura, Moglia ha raggiunto Susa e da lì ha iniziato la salita verso il Moncenisio. Non sono mancati gli imprevisti, a partire dai locali ancora chiusi al suo arrivo a Susa, che lo hanno costretto ad attendere prima di potersi rifocillare. Alle 12.30, però, era al Colle del Moncenisio.

Da lì la discesa verso Lanslebourg e, dopo una sosta per mangiare, la ripartenza verso Bonneval-sur-Arc. Proprio da Bonneval è iniziato il tratto decisivo della scalata: erano circa le 16.30 quando Moglia ha affrontato gli ultimi chilometri verso l’Iseran.

Tre ore più tardi, alle 19.30, il traguardo: il Colle dell’Iseran. Un risultato particolarmente significativo anche perché un anno prima Moglia non era riuscito a completare la stessa salita con la sua vecchia bicicletta. Ad attenderlo in cima questa volta c’era l’amico Raffaele De Cesaris, arrivato in auto da Venaria.

Ma l’arrivo all’Iseran rappresentava soltanto metà dell’impresa. Per tornare a Settimo bisognava infatti affrontare nuovamente il Moncenisio, questa volta nel buio della notte.

Dopo essere rientrato a Lanslebourg e aver cenato per recuperare energie, intorno alle 22 Moglia ha iniziato la seconda scalata del Moncenisio. Sette chilometri e circa 500 metri di dislivello, affrontati nel buio, con il vento contrario e la temperatura scesa fino a 12 gradi.

A mezzanotte era nuovamente sul colle. Subito dopo sono arrivati altri ostacoli: prima la nebbia, poi una pioggerella diventata progressivamente pioggia battente durante l’attraversamento della zona del lago. Moglia ha comunque proseguito, raggiungendo nuovamente il confine italiano e lanciandosi nella lunga discesa verso Susa.

Alle 2 di lunedì 3 agosto era nuovamente a Susa. Restavano gli ultimi chilometri di pianura, percorsi con diverse brevi soste tra Condove, Avigliana e Alpignano. Poi Pianezza, Torino e infine Settimo.

Alle 5 del mattino, 26 ore dopo la partenza, Moglia era di nuovo davanti al portone di casa. «Fatto sta, che sono le 5 di lunedì 3 agosto quando arrivo di nuovo davanti al portone di casa… BRIVIDI !!! E non penso nemmeno che tra poco più di 3 ore devo svegliarmi per lavorare. Non ci penso. Perché ora la cosa importante è che ce l’abbia fatta !!!», ha scritto.

Dietro alle imprese sportive c’è anche un percorso personale che Moglia aveva raccontato dopo la precedente scalata al Colle dell’Agnello. Durante il periodo del Covid era arrivato a pesare 155 chili, mentre oggi il suo peso si aggira intorno ai 100. «So che non sono perfetto, ma i risultati ottenuti sono importanti. Il mio fisico è questo, robusto. Posso ancora migliorare, ma non sono uno scalatore. Questo però, aggiunge ancora più valore per me all’impresa», aveva spiegato.

Ora per il ciclista settimese è arrivato il momento di concedersi una pausa, ma soltanto temporanea. Dopo Ferragosto ha infatti annunciato l’intenzione di tornare in sella per altri percorsi molto lunghi, anticipando sui social: «Ma ne vedrete delle belle !! Rimanete sintonizzati».