Da inizio estate

Incendi boschivi: denunciate 20 persone per accensioni non autorizzate e sanzioni per 91.450 euro

Il report dei Carabinieri Forestali: 600 operazioni mirate in Piemonte e 129 roghi sotto indagine

Incendi boschivi: denunciate 20 persone per accensioni non autorizzate e sanzioni per 91.450 euro

Incendi boschivi, non solo cause naturali: da inizio estate in Piemonte denunciate 20 persone e sanzioni per 91.450 euro. A rivelarlo è un report dei Carabinieri Forestali.

Incendi boschivi

L’estate 2026 si attesta come una delle stagioni più critiche di sempre per il patrimonio boschivo piemontese. L’ondata di calore eccezionale e la prolungata assenza di precipitazioni hanno innescato, a partire dai primi giorni di giugno, una sequenza ininterrotta di roghi su tutto il territorio regionale. Lo sa bene il Canavese, dove si sono avuti alcuni degli episodi più gravi, come quello del 22 luglio a Valprato Soana. Un fenomeno che conferma un trend ormai consolidato: se in passato gli incendi estivi sulle Alpi rappresentavano un evento eccezionale, le trasformazioni climatiche degli ultimi quindici anni li hanno resi una minaccia ricorrente anche nei mesi più caldi. Di fronte a questo quadro di forte criticità, i Carabinieri Forestali hanno messo in campo un imponente dispositivo di prevenzione e controllo, con oltre 600 interventi mirati e indagini svolte nell’arco di circa due mesi per arginare gli illeciti.

I numeri dell’emergenza e il ruolo dei fulmini

I dati dell’attività investigativa delineano un aumento drastico degli eventi rispetto al passato: sono infatti 129 gli incendi investigati dal 1° giugno ad oggi per individuarne le cause e perseguire i responsabili (contro i 35 registrati nello stesso arco temporale del 2025); 18 i roghi innescati da fulmini a causa dei temporali secchi tipici delle fasi di forte calura e siccità, soprattutto nelle zone montane (furono appena 2 nell’estate 2025). Tra gli episodi più estesi provocati da cause naturali si annoverano, oltre a quello di Valprato, quelli del 1° luglio a Premosello Chiovenda (Verbano-Cusio-Ossola), del 3 agosto sul Monte Barone nel Biellese e del 5 agosto a Mornese (Alessandria).

Controlli, sanzioni e risvolti penali

L’attività sanzionatoria e giudiziaria condotta dalle forze dell’ordine ha portato finora a risultati netti: 20 sono le persone denunciate a piede libero per il reato di incendio boschivo; 32 le sanzioni amministrative contestate per accensioni non autorizzate, per un importo complessivo di 91.450 euro. E’ importante ricordare che la legislazione italiana punisce severamente tali condotte: l’ipotesi di incendio boschivo doloso prevede la reclusione da 6 a 10 anni, mentre per quella colposa la pena va da 2 a 5 anni. Inoltre, l’accensione di fuochi o l’esecuzione di azioni pericolose in prossimità dei boschi nei periodi ad alto rischio comporta sanzioni amministrative comprese tra 5.000 e 50.000 euro, anche nel caso in cui non si generi un vero e proprio incendio.

I vincoli

Al termine della stagione estiva, i Carabinieri Forestali completeranno la mappatura delle aree colpite per permettere ai Comuni di aggiornare il catasto degli incendi. La legge prevede che, sui suoli percorsi dal fuoco, viga il divieto di cambio di destinazione d’uso per 15 anni, quello di edificazione, pascolo e caccia per 10 anni ed il divieto di rimboschimento per 5 anni. L’allerta resta elevata e le condizioni di pericolo continuano a interessare la regione. Le autorità rinnovano quindi l’appello alla massima prudenza, raccomandando di evitare tassativamente qualsiasi tipo di accensione nei boschi o nelle loro vicinanze: una semplice disattenzione può innescare roghi dalle conseguenze devastanti per l’ecosistema e la sicurezza pubblica.