Ciclisti investiti a Lanzo, parla Piercarlo Lagna, uno dei sanmauresi coinvolti ieri a Coassolo: «Ora sto pensando solo ai miei amici in ospedale».
Ciclisti investiti a Lanzo, la testimonianza
Il giorno dopo è ancora più dura. Piercarlo Lagna, per tutti semplicemente Piero, è uno dei sei amici ciclisti che ieri sono stati investiti da un’automobilista a Coassolo, nelle Valli di Lanzo.
È ancora profondamente scosso da quanto accaduto «Continuo ad avere davanti agli occhi l’immagine dei mie compagni a terra. Ho visto uno dei miei compagni fare un volo di trenta metri. Sembrava una scena di guerra», ci ribadisce. «Il mio pensiero ora è solo per i ragazzi che sono ricoverati all’ospedale, con la speranza che possano riprendersi, anche se sarà lunga. D’istinto, avendo i miei compagni dietro, ho provato a inseguirlo per prendere il numero di targa. Devo dire che solo per fortuna io non mi sono fatto nulla fisicamente».
Ripercorrendo mentalmente i fatti, è difficile dare delle spiegazioni razionali: «La dinamica di quanto è accaduto, ieri è stata raccontata da tutti. Andando in bicicletta un incidente può anche capitare, ma una cosa del genere davvero non l’avrei mai pensata. Vedi certi fatti, magari alla tv, e pensi, figurati se può capitare davvero. Poi, quando ti trovi a vivere certe situazioni in prima persona, allora ti rendi conto di come, in un attimo, anche un momento di svago, di divertimento, con gli amici, possa trasformarsi in dramma».
Quella di ieri doveva essere la classica uscita in bici che il gruppo di amici fa ormai da tanti anni insieme. «Ormai eravamo arrivati alla nostra metà. Siamo partiti da San Mauro intorno alle 8. A Lanzo avremmo preso il caffè e poi dopo avere ricaricato le borracce saremmo ripartiti per rientrare, per un totale di 120 chilometri. Quella strada l’abbiamo già fatta centinaia di volte. Era un momento tranquillo, per cui stavamo anche facendo due parole tra di noi. La macchina l’abbiamo sentita arrivare, ci ha suonato perché voleva sorpassarci. Uno di noi ha alzato forse il braccio, per dire di stare calmo. Ma per noi era finita lì. Poi, è successo quello che è successo».
«Difficile pensare di risalire in sella»
Difficile oggi pensare a risalire in sella: «In questo momento è l’ultimo dei miei pensieri, anche perché se uno ha una passione per il ciclismo, esce e poi vive episodi come quello che è accaduto a noi, allora è difficile pensare di continuare. Oggi spero solo che tutti i miei amici si riprendano al meglio. La mia testa è con loro. Usciamo assieme da anni in bicicletta, siamo una squadra, ormai ci riconosciamo anche da semplici gesti come può essere il respiro. Il ciclismo è per noi prima di tutto divertimento, lo abbiamo sempre fatto mettendoci la testa. Ora, però, è difficile, davvero difficile».
In queste ore Lagna ed i suoi amici stanno ricevendo tanti messaggi di vicinanza. A loro, tra gli altri, è giunta anche la solidarietà della Fondazione Michele Scarponi.