Si prospetta l’archiviazione per le due pediatre dell’ospedale di Chivasso indagate per omicidio colposo dalla Procura di Ivrea per la morte di Andrea Vincenzi, il 12enne di Castiglione Torinese, portiere del Gassino San Raffaele e giovane promessa del calcio dilettantistico, morto il 21 febbraio 2024.
Morte di Andrea Vincenzi, verso l’archiviazione per le due pediatre
Nei giorni scorsi si è svolto a Ivrea l’incidente probatorio, lo strumento previsto dal codice di procedura penale che consente di acquisire una prova durante la fase delle indagini preliminari.
Secondo i periti nominati, Monica D’Amato e Vincenzo Tipo, la causa del decesso non sarebbe stata la pertosse, inizialmente ipotizzata, ma una insufficienza acuta del cuore con versamento pleurico legata alla variante vascolare della sindrome di Ehlers-Danlos, una rara patologia genetica che può comportare fragilità degli organi e complicazioni anche molto gravi.
Alla luce di queste conclusioni, il pubblico ministero Maria Baldari potrebbe quindi chiedere l’archiviazione del procedimento nei confronti delle due dottoresse, difese dagli avvocati Enrico Calabrese e Gian Maria Nicastro.
La famiglia di Andrea, però, non condivide questa prospettiva. «Voglio capire perché nostro figlio è morto. Abbiamo il diritto di saperlo», avevano dichiarato i genitori Roberto Vincenzi e Maria Valeria Bertana dopo l’autopsia e il funerale celebrato sul campo da calcio davanti a una comunità profondamente colpita. L’avvocato Federico Morbidelli, che assiste la famiglia, annuncia l’opposizione all’eventuale richiesta di archiviazione.
Secondo il legale, la malattia genetica rappresenterebbe un elemento da considerare, ma resterebbero dubbi sulla gestione clinica dei giorni precedenti alla morte: «A nostro parere si evince la negligenza delle professioniste: non si può dimettere un bambino con un versamento di sangue nel polmone e indicare il passaggio dal medico di base per una terapia antibiotica».
La famiglia aveva chiesto fin dall’inizio di chiarire ogni aspetto della vicenda, compresi gli accertamenti effettuati durante i passaggi all’ospedale di Chivasso e il rispetto dei protocolli previsti.
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