Barriera Milano è uno dei quartieri torinesi più esposti agli effetti del caldo estremo. È quanto emerge dal monitoraggio realizzato da Legambiente nell’ambito della campagna nazionale “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città più fresche, città più giuste”, che ha scelto proprio la periferia nord-est del capoluogo piemontese come area di studio per la tappa regionale.
Barriera di Milano tra i quartieri più caldi di Torino
L’indagine, effettuata su un’area di circa un chilometro quadrato compresa tra l’ospedale San Giovanni Bosco, via Malone, corso Giulio Cesare, via Petrella e via Cimarosa, ha analizzato 88 punti di interesse tra servizi, scuole, aree verdi e spazi pubblici. Il risultato è che 49 di questi, pari al 55,6%, risultano completamente esposti al sole nelle ore più calde della giornata, tra le 11 e le 16.
Quartiere caldo e socialmente fragile
Secondo Legambiente, Barriera di Milano unisce criticità climatiche e vulnerabilità sociale. Negli ultimi dieci anni, durante l’estate, il quartiere ha registrato una temperatura media al suolo di 42,6 gradi, associata a un elevato indice di povertà energetica e a un disagio socioeconomico superiore alla media cittadina.
A pesare sono soprattutto la scarsità di aree verdi, la limitata presenza di fontanelle e altri punti di refrigerio e l’assenza di infrastrutture per l’ombreggiamento, come portici o percorsi pedonali protetti. Tra i servizi maggiormente esposti al sole figurano farmacie, ufficio postale, negozi alimentari, scuole, palestre e luoghi di culto.
Due parchi, due realtà opposte
Il confronto tra due aree verdi del quartiere mette in evidenza quanto alberi e acqua possano fare la differenza.
Il giardino Giuseppe Saragat ha fatto registrare i valori più elevati, con 42,4 gradi di temperatura dell’aria e addirittura 75,6 gradi sulla pavimentazione nell’area giochi. Secondo Legambiente, l’ampia presenza di superfici asfaltate e gommate ha trasformato il parco in una vera e propria isola di calore.
Situazione opposta al giardino Peppino Impastato di largo Sempione, dove la presenza di alberature e giochi d’acqua ha consentito di registrare le temperature più basse del quartiere: 34 gradi nell’aria e 28 al suolo, rendendolo un esempio di “rifugio climatico”.
Le richieste di Legambiente
I risultati del monitoraggio sono stati presentati durante un flash mob in piazza Foroni, dove Legambiente ha rilanciato una serie di proposte rivolte a Comune e Regione: aumentare le aree verdi e la copertura arborea, deimpermeabilizzare le superfici asfaltate, creare una rete di rifugi climatici accessibili nei quartieri, investire nella riqualificazione energetica delle abitazioni e dotare il Piemonte di un Piano regionale sul welfare climatico.
Secondo l’associazione, intervenire in quartieri come Barriera di Milano significa non solo contrastare gli effetti delle ondate di calore, ma anche ridurre le disuguaglianze che colpiscono le aree urbane più fragili.