La pieve apre ai matrimoni: il Sì di domenica costa 260 euro con 25 invitati. Le tariffe sono indicate in una delibera approvata dalla giunta nei giorni scorsi.
La Pieve
Cento euro dal lunedì al sabato che lievitano a 260 euro se ci si vuole giurare amore eterno la domenica. Sono le cifre che le coppie settimesi devono pagare per poter celebrare il proprio matrimonio alla Pieve, recentemente restaurata grazie ai fondi Pnrr. Se, invece, i futuri coniugi non vivono nella città della Torre, il prezzo sale nettamente: 300 euro durante la settimana e 500 euro la domenica.
Il tariffario è indicato nero su bianco in una delibera di Giunta approvata nei giorni scorsi, su proposta della sindaca Elena Piastra, in cui vengono determinate le fasce orarie e i costi per l’utilizzo della Pieve.
Così, l’edificio religioso – consacrato – entra ufficialmente nel ventaglio delle sedi del territorio che sono adibite non solo alla celebrazione dei matrimoni e delle unioni civili ma anche ai giuramenti per la cittadinanza italiana.
Un luogo che si aggiunge alle sedi già istituite in città, tra cui la sala Giulia di Barolo, la tettoia dell’Ecomuseo del Freidano, la sala consiliare del Comune (previa autorizzazione) e il ristorante Ultimo Borgo (attraverso un’apposita convenzione stipulata tra la società proprietaria e l’ente pubblico).
A variare, oltre ai costi, sono gli spazi. E qui la delibera prende quasi «il righello». Come si legge nel testo, tenendo conto della normativa legata alla sicurezza, la Pieve di San Pietro in Vincoli «presenta una capienza massima di 25 persone con portoncino in legno chiuso e massimo 44 persone con portoncino in legno totalmente aperto».
Insomma, un matrimonio per pochi intimi in una location che rappresenta un vero e proprio gioiello storico e culturale del territorio. E che, a seconda di come gira il portoncino in legno, cambia anche i piani – e la lista degli invitati – delle coppie.
Le tariffe
Confrontando le cifre, i fiori d’arancio alla Pieve costano esattamente come alla sala Giulia di Barolo, presso la Torre Medievale: 100 euro durante la settimana e 260 la domenica. In sala Barolo, a livello di capienza, calcolatrice alla mano, i posti a sedere sono una trentina.
La forbice dei prezzi cambia se si scelgono altre mete del territorio: all’Ecomuseo del Freidano la tariffa di 260 euro è fissa dal lunedì alla domenica, senza sconti per i giorni feriali (la tettoia, però, può ospitare ben oltre una cinquantina di invitati). Discorso a parte per la sala consiliare, utilizzabile solo nel weekend previo nulla osta: qui il sabato per i residenti costa 300 euro e la domenica sale a 400 euro (mentre per i non residenti la cifra è bloccata a 600 euro per tutto il fine settimana).
Il paradosso del portoncino
Fin qui i numeri. Ma più che sul mero importo economico il vero nodo, semmai, diventa logistico. Insomma, l’accessibilità economica di un luogo, per i promessi sposi, si misura anche sui posti a disposizione. Con una capienza che oscilla tra i 25 e i 44 posti a sedere, con una ventina di posti di differenza a seconda di come gira il «portoncino», la Pieve di San Pietro in Vincoli si candida a diventare il tempio dei matrimoni «intimi». Praticamente, se la celebrazione avviene a porta chiusa, di domenica ci si sposa allo stesso prezzo dell’Ecomuseo del Freidano. Ma con la metà degli invitati.
La Pieve, sfruttando soprattutto il suo valore simbolico, punta ad essere la scelta privilegiata per quei promessi sposi che vogliono una cerimonia in una location suggestiva, tra storia e tradizione. Anche a costo di «tagliare» la lista degli ospiti.