L’ex vice sindaco Luca Rastelli: “Con Guazzora distanze profonde, a partire dal Piano regolatore”. Un lungo post pubblicato su Facebook dall’esponente Pd, dopo il Consiglio comunale di lunedì 6 luglio 2026.
Rastelli all’attacco
Ha usato Facebook, il suo profilo personale, per rispondere in maniera diretta alle puntualizzazioni fatte dalla sindaca Giulia Guazzora durante il Consiglio comunale di lunedì 6 luglio 2026, a proposito della sua estromissione dalla Giunta.
In Consiglio
L’ex vice sindaco sanmaurese Luca Rastelli era seduto dalla parte del pubblico, ha ascoltato tutto in silenzio, senza commentare, come prevede il regolamento consiliare.
Ma a distanza di ore ha deciso di esprimere pubblicamente quello che è il suo pensiero. Un messaggio forte, articolato, con il quale ha preso in maniera netta le distanze dalla sindaca Guazzora ed il suo modo di intendere l’Amministrazione.
Lo sfogo
“A seguito del provvedimento di revoca dalle mie funzioni di Vicesindaco e Assessore — appreso senza che vi sia stato alcun confronto diretto, comunicazione personale o coinvolgimento del partito locale — desidero esprimere alcune considerazioni formali. Le modalità di questa scelta qualificano, ancor prima del piano politico, il profilo istituzionale di chi è chiamato a rappresentare l’intera comunità. In questi anni abbiamo assistito a una gestione della Giunta improntata a una “geometria variabile”, caratterizzata dal progressivo allontanamento di figure espressione di un pensiero critico e autonomo, spesso, a mio avviso, in favore di logiche di condizionamento esterne alle dinamiche collegiali. È stato un percorso amministrativo complesso, segnato dall’assenza di un autentico rapporto di fiducia e, soprattutto, da una profonda divergenza sulla visione di città, sull’impostazione amministrativa e sul rapporto con la cittadinanza. Il mio modo di intendere l’impegno pubblico è sempre stato guidato dalla trasparenza e dalla coerenza, anche a costo di mettere a repentaglio il mio ruolo per difendere l’interesse collettivo e il futuro del nostro territorio. Oggi rivendico con orgoglio la mia totale distanza da questo modello di gestione. Le distanze erano e rimangono profonde, a partire da scelte strategiche come il Piano Regolatore. In quella sede, alla necessaria discussione nel merito e nel metodo, si è preferita la delegittimazione pubblica di chi sosteneva una visione alternativa di sviluppo. Il tempo ha dimostrato che non si trattava di posizioni preconcette, ma di una differente e legittima idea di futuro.Purtroppo, le criticità hanno riguardato anche la gestione ordinaria e straordinaria dell’ente: provvedimenti di grande rilevanza sono stati troppo spesso affrontati con superficialità, senza il dovuto rispetto per le prerogative del Consiglio Comunale e ponendo la stessa struttura tecnica e il personale in situazioni di oggettivo imbarazzo. Il limite principale di questa amministrazione risiede nell’assenza di una leadership autorevole, capace di esercitare appieno la funzione di Sindaco come sintesi e collante tra la componente politica e quella gestionale. Le conseguenze di questo deficit strutturale sono oggi evidenti a tutta la cittadinanza. Respingo fermamente ogni tentativo di ridurre questo dibattito a una questione personale. Al contrario, si tratta di un elenco oggettivo di fatti e scelte che hanno progressivamente svilito il ruolo del Partito Democratico e di una parte significativa della maggioranza. La guida di una comunità richiede la capacità di unire e governare i processi interni, non la ricerca di sponde politiche esterne o la fretta di capitalizzare meriti che andrebbero condivisi, anche in un’ottica di cooperazione con i Comuni limitrofi. Al centro dell’azione amministrativa devono esserci la presenza costante e l’ascolto dei bisogni dei cittadini”.
“Nonostante l’epilogo, conservo il valore di un’esperienza intensa e formativa, che ho onorato con il massimo impegno, serietà e trasparenza, ponendo sempre il bene comune al di sopra di ogni dinamica di potere. Rivolgo un ringraziamento sincero ai colleghi tutti, ai dipendenti comunali e a tutti coloro con cui ho collaborato per i risultati raggiunti. Chiedo scusa per eventuali errori o mancanze: la responsabilità del decidere quotidiano porta con sé il rischio dell’errore, ma l’intento è sempre stato guidato dalla buona fede e dal senso del dovere. Il ringraziamento più profondo va alla mia famiglia, solido punto di riferimento, troppo spesso sacrificata per un impegno pubblico che assorbe energie e presenza”.