Blackout e infrastrutture
I blackout che hanno interessato in questi giorni diverse zone del nostro territorio hanno riportato all’attenzione un tema che spesso affrontiamo solo durante le emergenze: la capacità delle nostre infrastrutture di reggere un mondo che sta cambiando sempre più velocemente. «È giusto e necessario – commenta il sindaco di Gassino Cristian Corrado – investire nell’ammodernamento delle reti elettriche. Le infrastrutture costruite decenni fa devono essere adeguate a consumi sempre maggiori, a nuove tecnologie e a condizioni climatiche che non erano state previste quando molte di esse sono state progettate. Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Ogni volta che affrontiamo un blackout, un’ondata di calore eccezionale, una bomba d’acqua o un evento meteorologico estremo, dobbiamo avere il coraggio di porci una domanda più ampia: quanto incidono le attività umane su ciò che stiamo vivendo? Negli ultimi anni abbiamo assistito a temperature record, periodi di siccità alternati a precipitazioni sempre più intense, consumi energetici in forte crescita e una pressione crescente sugli ecosistemi. Non possiamo pensare che tutto questo sia semplicemente una coincidenza».
Il ruolo delle Amministrazioni
«Le Amministrazioni comunali – continua Corrado – non possono risolvere da sole problemi globali, ma possono fare la loro parte attraverso scelte concrete che contribuiscano a rendere i territori più resilienti. Per questo motivo abbiamo deciso di investire nella riduzione dei rifiuti indifferenziati e nell’aumento della raccolta differenziata. Ridurre ciò che viene smaltito significa diminuire l’impatto ambientale complessivo e favorire il recupero di materie prime che altrimenti andrebbero perdute. Per questo stiamo lavorando sulla depavimentazione di alcune aree urbane. Ogni superficie impermeabile in più significa maggiore accumulo di calore durante l’estate e maggiore difficoltà di assorbimento dell’acqua durante gli eventi meteorologici intensi. Restituire spazio al terreno naturale significa aiutare il territorio a respirare.
Sulle infrastrutture viarie
«Anche le infrastrutture viarie meritano una riflessione – si interroga il primo cittadino – Ogni nuova strada, ogni nuova bretella, ogni nuovo parcheggio e ogni nuova superficie asfaltata rappresentano certamente opere utili per la mobilità, ma producono anche effetti sul territorio che non possiamo ignorare. L’asfalto assorbe e trattiene grandi quantità di calore, contribuendo all’aumento delle temperature locali, e impermeabilizza il terreno riducendo la capacità di assorbire l’acqua piovana. Questo non significa essere contrari alle infrastrutture, ma avere la consapevolezza che ogni opera deve essere progettata valutandone attentamente l’impatto ambientale e prevedendo adeguate compensazioni, come nuove alberature, aree verdi e interventi di rinaturalizzazione. Per questo valorizziamo sentieri, aree verdi, alberature e percorsi naturalistici. Non si tratta soltanto di rendere più bello il nostro Comune, ma di costruire un ambiente più capace di affrontare le sfide climatiche dei prossimi decenni».
La necessità di investimenti
«Naturalmente tutto questo non basta – conclude Corrado – Servono investimenti nazionali ed europei sulle reti energetiche, sulle infrastrutture idriche, sulla produzione di energia pulita e sulla sicurezza del territorio. Ma servono anche comunità consapevoli. Ogni volta che differenziamo correttamente un rifiuto, evitiamo uno spreco energetico, scegliamo di recuperare un’area esistente invece di consumare nuovo suolo o piantiamo un albero, stiamo contribuendo a costruire una risposta collettiva a problemi che nessuno può affrontare da solo. I blackout di questi giorni sono certamente un problema tecnico che richiede interventi e investimenti. Ma possono essere anche un’occasione per riflettere sul modello di sviluppo che abbiamo costruito e su quello che vogliamo lasciare alle generazioni future. Perché la vera sfida non è soltanto riparare una rete quando si guasta. La vera sfida è costruire territori capaci di resistere, adattarsi e prosperare in un mondo che sta cambiando».