Il Mu-Ch raddoppia: il Museo della Chimica di Settimo Torinese si espande nel segno di Primo Levi.
Il Mu-Ch raddoppia
Un traguardo storico per la cultura scientifica e la rigenerazione urbana: il Mu-Ch – Museo della Chimica di Settimo Torinese è pronto a raddoppiare i suoi spazi. Il Comune di Settimo si è aggiudicato uno dei bandi nazionali più competitivi e attesi degli ultimi anni. I numeri parlano chiaro: su ben 1.090 Comuni partecipanti, Settimo è rientrato tra i soli 65 progetti finanziati a livello nazionale. Un successo straordinario che premia la visione di una città che scommette sulla divulgazione scientifica.
Nuova vita all’ex fabbricato Siva
Il cuore dell’ampliamento riguarderà il recupero del vecchio fabbricato Siva, la fabbrica adiacente all’attuale museo e dismessa da oltre 20 anni (nonché luogo storicamente legato alla figura di Primo Levi).
L’edificio abbandonato verrà completamente rigenerato e trasformato in un polo culturale e scientifico all’avanguardia. I nuovi spazi ospiteranno:
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Mostre temporanee a tema scientifico e tecnologico.
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Conferenze e simposi di rilievo nazionale e internazionale.
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Laboratori didattici innovativi.
Il tutto rimarrà fedele alla filosofia che ha reso unico il Mu-Ch: “Vietato non toccare!”, un approccio interattivo ed esperienziale dove visitatori di tutte le età possono scoprire la chimica divertendosi.
Polo scientifico internazionale
Un progetto così ambizioso poggia su basi solide e collaborazioni di altissimo profilo. Il nuovo corso del Mu-Ch vedrà infatti il coinvolgimento di istituzioni prestigiose:
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Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino.
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Centro Primo Levi di New York.
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Università degli Studi di Torino, in particolare con il Dipartimento di Chimica.
L’opera beneficerà inoltre del fondamentale contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, da sempre attenta alla valorizzazione culturale e alla rigenerazione del territorio.
L’eredità di Primo Levi
“Il raddoppio del Mu-Ch conferma la profonda vocazione scientifica di Settimo Torinese.”
Questo ampliamento non è solo un’operazione culturale, ma un vero e proprio atto di rigenerazione urbana. Luoghi un tempo abbandonati e spenti tornano a illuminarsi, offrendo nuova vita alla comunità attraverso la cultura scientifica.
Il progetto si inserisce nel solco profondo lasciato da Primo Levi nella nostra città, il luogo in cui lo scrittore e chimico ha lavorato per tanti anni, unendo indissolubilmente il rigore della scienza alla potenza delle parole.