I ragazzi della Calvino portano in scena L’Inferno di Dante, la rappresentazione si è svolta venerdì 5 giugno, con due spettacoli.
Spettacolo Calvino
Venerdì 5 giugno il Teatro Garibaldi di Settimo si è riempito di energia, entusiasmo e talento grazie allo spettacolo teatrale degli studenti della scuola secondaria di primo grado “Italo Calvino” (IC Settimo IV).
Due repliche, alle 17:30 e alle 20:45, per uno spettacolo che ha visto ben cinquanta giovani attori dalla prima alla terza media salire sul palco, affiancati da una vera e propria squadra creativa composta da quarantadue tra costumisti e scenografi. Numeri importanti, ma soprattutto tanta passione e voglia di mettersi in gioco. A guidare il gruppo il professor Oscar Messina, regista dello spettacolo, affiancato dalle professoresse Ivana Gallo e Stefania Capparelli. Dietro le quinte, a dare forma visiva alla magia, le professoresse Corinna Carbone, Simona Fogarolli e Martina Foltran anch’esse coadiuvate dai collaboratori Grazia Sirgiovanni e Andreas Polimene, che hanno accompagnato gli studenti nella realizzazione di scenografie e costumi a partire da qualsiasi materiale giungesse sotto le loro sapienti mani.
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Il progetto
Lo spettacolo è il frutto di un laboratorio annuale che ha trasformato aule e corridoi in spazi di prova, idee e creatività, fino ad arrivare al debutto sul palco del teatro cittadino per la prima volta nella storia del nostro istituto. E proprio il Teatro Garybaldi cuore pulsante e culturale settimese ha accolto i ragazzi come veri protagonisti. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Settimo, con la stessa sindaca Elena Piastra e l’assessora Chiara Gaiola che hanno assistito all’evento. Da parte degli organizzatori è stato fatto un ringraziamento anche alla dirigente del Comprensivo IV, Di Ianni, la a quale ha rivolto agli studenti stessi delle parole di incoraggiamento e apprezzamento, dopo avere voluto entrambi i laboratori, vero e proprio fiore all’occhiello dell’Istituto.
Il riferimento a Calvino
La conclusione, parafrasando lo scrittore Italo Calvino, che ne “Le Città Invisibili” ammonisce così le future generazioni: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
Grazie a ciò i ragazzi hanno saputo lanciare dei messaggi fondamentali per la creazione di un mondo più orientato alla retta via.