Un ulivo per Chiara Ferrero, la «prof» di lettere scomparsa nel novembre del 2025 a soli quarantasei anni. La cerimonia si è svolta nei giorni scorsi all’alberghiero Ubertini di Chivasso, come riportato anche dai colleghi di Prima Chivasso.
Un ulivo per Chiara

Un simbolo per far germogliare e crescere il suo ricordo. È questo il significato dell’ulivo che nei giorni scorsi è stato messo a dimora per la gassinese Chiara Ferrero all’alberghiero Ubertini di Chivasso, istituto in cui l’amata «prof» lavorava.
«Professoressa Chiara Ferrero, esempio di dedizione e di amore per il proprio lavoro, punto di riferimento per i suoi studenti e figura indimenticabile per chi l’ha conosciuta». Queste le parole scelte sulla targa inaugurata lo scorso giovedì, in una cerimonia commovente, alla presenza dei suoi genitori, di suo marito Andrea Bodrato e delle sue bimbe. A fare gli onori di casa, in videocollegamento, la dirigente scolastica Concetta Eleonora Buscemi, che ha usato parole toccati per ricordare Chiara, parole poi riprese dal vice preside Fabrizio Verderosa.

Anche due studentesse hanno poi voluto ricordare la figura di Chiara. Per loro è stata una guida e un punto di riferimento, capace di offrire incoraggiamento e comprensione anche nei momenti di maggiore fragilità. Con la sua pazienza e la sua passione, ha insegnato ai ragazzi a credere nelle proprie capacità, trasmettendo lezioni di umanità e rispetto che vanno ben oltre il programma di studio.
«Una compagna di viaggio insostituibile»
Per i suoi colleghi, invece, Chiara è stata una compagna di viaggio insostituibile, specialmente durante i mesi difficili della pandemia. Insieme hanno affrontato le sfide delle lezioni al computer e la paura dell’incertezza, trovando forza nella condivisione di momenti quotidiani diventati rituali preziosi, come un caffè o una brioche consumati in compagnia. Il loro legame ha superato i confini del semplice rapporto lavorativo, trasformandosi in una vera amicizia alimentata da festeggiamenti, cene e il piacere sincero di stare insieme.
La visione educativa di Chiara metteva al centro l’ascolto e la valorizzazione di ogni singolo studente. Per lei, la scuola non era un mero contenitore di nozioni, ma un luogo di trasmissione di valori fondamentali per la crescita della persona. Ha affrontato le sfide della vita con una dignità e un coraggio straordinari, diventando un esempio di tenacia e fiducia nel futuro per l’intero istituto.