Ha ancora i contorni sfumati del giallo quanto accaduto giovedì sera in piazza Pettiti a Venaria Reale.
Un episodio che scuote la comunità
Un episodio tinto di nero che ha scosso la comunità locale, rimbalzando rapidamente dai marciapiedi della città alle bacheche virtuali di Facebook, dove la tensione è salita alle stelle nel giro di poche ore. Al centro del mistero c’è il presunto e brutale pestaggio di un uomo di 31 anni, che sarebbe rimasto vittima della furia cieca di una baby gang.
L’appello sui social
A far esplodere il caso è stata una drammatica richiesta d’aiuto apparsa in forma anonima sulla seguitissima pagina social «Sei di Venaria se» presente su Facebook e dove si narra la vita dei Venariesi «h24».
Nel seguitissimo post, l’autrice – che si è presentata come la madre della vittima – lancia un appello accorato alla cittadinanza per rintracciare chiunque abbia assistito alla scena. Le parole utilizzate nel testo sono pesanti come macigni: si parla chiaramente di un «figlio massacrato di botte da dieci ragazzini con gravissime conseguenze».
Ma l’accusa della donna non si ferma alla violenza del branco. C’è un dettaglio che, se confermato, racconterebbe una storia di profonda indifferenza collettiva: «Un testimone ha dichiarato che c’erano tante persone in piazza e nessuno ha fatto niente», scrive la madre, stigmatizzando l’immobilità dei passanti di fronte a tanta ferocia. Di qui una doppia domanda che, purtroppo, fa davvero riflettere: perché nessuno è intervenuto nonostante un episodio così grave? Si ha davvero paura delle conseguenze di una chiamata alle Forze dell’Ordine?
Le indagini in corso
Le indagini per fare luce su questa assurda vicenda sono già state avviate e sono tuttora in corso. I Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale stanno lavorando senza sosta per ricostruire con esattezza ogni singolo istante di quella serata. L’obiettivo degli inquirenti è scindere i fatti reali dall’inevitabile clamore mediatico e dall’emotività che ha travolto il web.
Per farlo, i militari dell’Arma non si affideranno soltanto alle testimonianze, ma punteranno tutto sulla tecnologia. Il punto di partenza fondamentale è rappresentato dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza pubblica presente in piazza Pettiti. I filmati delle telecamere sono già stati acquisiti e gli investigatori li stanno analizzando fotogramma per fotogramma.
Le domande ancora aperte
I video dovranno rispondere a diverse domande rimaste aperte: si è trattato davvero di un’aggressione unilaterale da parte di un branco di minori o di una rissa degenerata? Quante persone erano davvero coinvolte? Ma soprattutto, qualcuno ha davvero girato la testa dall’altra parte? Cosa ha portato a scrivere questa bruttissima pagina di cronaca nera nella Città della Reggia? Le prossime ore saranno decisive per dare un nome ai responsabili e per restituire la verità ai cittadini di Venaria.
La persona aggredita, che dovrebbe avere una trentina d’anni, è stato poi portato per accertamenti al vicino ospedale Maria Vittoria da parte del personale sanitario 118 di Azienda Zero.