Tempesta sindacale a pochissime ore dalla storica transizione dell’Ospedale Civico Città di Settimo, che dal 1° giugno passerà ufficialmente sotto la gestione diretta dell’ASL TO4. A far scoppiare il caso è il NurSind (Sindacato delle Professioni Infermieristiche), che punta il dito contro la Regione Piemonte e i vertici dell’Azienda Sanitaria, accusati di aver blindato l’operazione in modo unilaterale e senza il dovuto coinvolgimento delle parti sociali.
L’accusa: “Provvedimenti calati dall’alto”
Pur non bocciando la reinternalizzazione della struttura — anzi definita come un percorso positivo — il sindacato esprime fortissima preoccupazione per la totale assenza di trasparenza sulle sorti dei lavoratori e dei servizi.
“Riteniamo del tutto inaccettabile che i provvedimenti attuativi per ben 235 posti letto vengano calati dall’alto senza alcuna certezza formale sul piano industriale, sulla salvaguardia occupazionale dei lavoratori e sulla futura organizzazione dei servizi.” — Francesco Coppolella (Segretario Regionale NurSind) e Giuseppe Summa (Segretario Territoriale NurSind Torino)
Secondo il NurSind, le modalità con cui è stata chiusa l’operazione avrebbero deliberatamente eluso i passaggi fondamentali di informazione e confronto sindacale previsti dal Contratto Collettivo Nazionale (CCNL).
I nodi da sciogliere: stipendi e assunzioni a rischio
In un documento ufficiale indirizzato oggi all’Assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Riboldi, e al Direttore Generale dell’ASL TO4, Stefano Vercellino, il sindacato ha messo nero su bianco i rischi concreti di questo “strappo”.
Senza una rimodulazione immediata dei tetti di spesa e dei fondi contrattuali del comparto, l’acquisizione dell’ospedale rischia di tradursi in:
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Tagli al salario accessorio per il personale.
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Blocco delle future assunzioni, con conseguente sovraccarico per una macchina sanitaria già sotto stress.
La richiesta di un tavolo urgente
La sigla degli infermieri chiede quindi l’immediata convocazione di un tavolo di confronto urgente, sia a livello aziendale che regionale, per raddrizzare la rotta prima che il passaggio diventi effettivo lunedì prossimo.
L’avvertimento lanciato alla politica e ai tecnici della sanità piemontese è netto: “Modifiche così importanti non si possono gestire a colpi di delibere dell’ultimo minuto”. La palla passa ora a Piazza Castello e all’ASL TO4, chiamate a dare risposte a tutela di lavoratori e cittadini.