A Settimo Torinese e nei comuni del territorio il risultato è stato netto: al referendum ha stravinto il No, con percentuali che in città si avvicinano al 63% e con punte che in alcune sezioni hanno superato il 70%.
Nella foto alcuni attivisti del Partito democratico di Settimo che nelle scorse settimane si sono impegnati per sostenere attraverso banchetti e iniziative le ragioni del “No”
Referendum: le reazioni politiche
Un dato ancora più significativo è che il No si è imposto in tutti i seggi cittadini, confermando un orientamento chiaro dell’elettorato locale. Un esito che ha subito acceso il dibattito politico, con reazioni che arrivano da tutte le forze in campo.
Pd Settimo
Dal Partito Democratico cittadino parlano di un risultato netto e carico di significato politico:
«Un grandissimo segnale di partecipazione democratica in difesa della nostra Costituzione e contro le bugie, le forzature e i toni esasperati del centro-destra: gli italiani l’hanno capito e hanno risposto in modo chiarissimo. E come sempre Settimo c’è, con un risultato molto più rotondo di quello nazionale: il NO quasi al 63% (con punte oltre il 70% in alcune sezioni) e ha vinto in tutti i seggi della nostra città. Grazie ai settimesi e grazie di cuore ai nostri militanti per aver condotto la campagna referendaria ogni giorno, incessantemente. Ha vinto il NO, nettamente, ma quel no è un sì degli italiani ai diritti costituzionali, alla democrazia partecipata, al rispetto delle istituzioni, alla corretta informazione, alla decenza».
Rifondazione Comunista
Sulla stessa linea il circolo di Rifondazione Comunista Settimo-Leinì-Mappano, che sottolinea il valore politico della mobilitazione:
«Il circolo di Rifondazione Comunista di Settimo-Leinì-Mappano esprime la sua soddisfazione per la vittoria del NO. Un risultato determinante per battere il progetto autoritario del governo che ha sventato il rischio di una giustizia asservita al potere politico. A fare la differenza è stata la consapevole presenza alle urne di migliaia di persone che, in questi mesi, hanno animato le piazze autunnali contro la guerra, contro il genocidio palestinese e contro le politiche antisociali del governo Meloni. Questa mobilitazione dal basso è stata l’argine necessario per difendere la Costituzione».
Il circolo guarda ora alle prospettive future:
«Occorre lavorare da subito per dare una risposta chiara sul terreno dello stop alla guerra, dei diritti sociali del salario, della salute, in continuità con il protagonismo sociale che è stato decisivo per salvaguardare la Carta fondamentale».
Europa Verde
Soddisfazione anche da parte di Roberto Curreri, esponente di Europa Verde – Verdi Settimo Torinese:
«Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare. La vittoria al referendum del NO non è solo una risposta a una riforma voluta dai potenti, ma un segnale chiaro che le scelte devono partire dal basso. Il nostro paese ha dimostrato di non volere soluzioni calate dall’alto, ma un vero processo di partecipazione democratica, che non lasci nessuno indietro. Questa vittoria è quella di chi difende i diritti, le libertà, e la democrazia, contro chi vorrebbe ridurre il potere popolare e centralizzare tutto nelle mani di pochi».
Fratelli d’Italia
Di tono diverso la lettura del centrodestra. Enzo Maiolino, di Fratelli d’Italia, invita al rispetto del risultato ma non nasconde l’amarezza:
«Non è una sconfitta, non può essere esibita come una vittoria: la contro riprova della bontà della scelta non l’avremo mai. Si smontano i seggi ed è giunto il momento del rispetto, della soddisfazione e del rammarico. Tutti insieme. Rispetto per il Popolo Sovrano: così ha deciso. Soddisfazione per una affluenza importante, è sempre una buona cosa. Rammarico per una riforma bocciata malgrado sia stata attesa ed annunciata da tutti per 30, lunghi, anni.Viva la Democrazia».
Lega
Sulla stessa linea anche Manolo Maugeri della Lega, che invita a una riflessione più ampia:
«Ha vinto il NO. Prendiamo atto del risultato con rispetto: quando si esprimono i cittadini, il loro voto va sempre ascoltato. Questo esito merita però anche una riflessione seria, perché dietro a un voto non c’è mai solo una risposta secca, ma spesso un insieme di preoccupazioni, aspettative e questioni ancora aperte. Da parte nostra, continueremo a lavorare con serietà e senso di responsabilità, portando avanti le nostre idee e cercando soluzioni concrete ai problemi reali del territorio. Il confronto non si chiude qui: è da qui che si riparte».