«Un amico sincero, gentile e appassionato della nostra atletica. Grazie da tutta la Federazione piemontese». Così, la scorsa settimana, il comitato regionale della Federazione italiana di atletica leggera (Fidal) ha ricordato e premiato Michele Uras, giudice nazionale, scomparso improvvisamente lo scorso dicembre.
L’atletica premia Michele Uras
Uras, classe 1969, era giudice dal 1998 e dal 2015 – come riporta la Fidal – aveva conseguito anche la qualifica di giudice Fispes (Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali) oltre a quella di delegato antidoping. Da sempre impegnato nel mondo dell’atletica, dei giovani e della formazione.
La targa è stata consegnata alla famiglia durante la festa dell’atletica piemontese che si è svolta domenica scorsa a Pollenzo, nella prestigiosa sede dell’Università delle Scienze gastronomiche alla presenza anche della presidente Fidal Piemonte, Clelia Zola. Una cerimonia in cui sono stati premiati i campioni italiani ma anche coloro che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo dell’atletica e dello sport. E tra loro, inevitabilmente, c’è anche il nome di Uras. «Desidero ringraziare la Fidal per avere onorato la carica di giudice svolta da Michele. Era un ruolo in cui credeva profondamente, praticamente la sua seconda pelle», commenta con commozione la moglie Annalisa.
Un riconoscimento che dimostra quanto sia preziosa l’eredità sportiva, ma soprattutto umana, lasciata da Uras che è stato un vero e proprio punto di riferimento non solo nello sport ma anche in tutto il mondo del volontariato, con una particolare attenzione e sensibilità soprattutto ai giovani e alla scuola.