Femminicidio D’Aires

Donna uccisa con 5 coltellate: inizia il processo

Tutta la Città rimase scossa da quell’efferato delitto, tanto da scendere in strada per una fiaccolata

Donna uccisa con 5 coltellate: inizia il processo

L’aveva uccisa al termine dell’ennesimo litigio tra le mura domestiche di quell’appartamento alle popolari di via Gozzano a Venaria Reale, a poche decine di metri dal Comando Compagnia dei Carabinieri.

Femminicidio D’Aires: inizia il processo

Cinque coltellate alla schiena, al petto e alla pancia che hanno posto fine all’esistenza di Cinzia D’Aires, 51 anni, l’ultima vittima di femminicidio in Città in quella fredda sera di sabato 8 febbraio 2024.
Cinzia, disoccupata, vedova e madre di due figlie, qualche lavoretto come collaboratrice domestica, è stata uccisa dal secondo marito, Pietro Quartuccio, all’epoca 58enne, da tempo seguito dal centro di salute mentale nonché dai Servizi Sociali del Comune di Venaria.
Quando è stata uccisa, Cinzia si trovava in bagno: è stata colpita alle spalle, rendendo vano qualsiasi tentativo di fuga.
Quartuccio, dopo averla ammazzata, si era recato in cucina e ha iniziato a ingerire pastiglie su pastiglie di farmaci con il chiaro intento di uccidersi. E non prima di aver provato a pulire l’arma del delitto per depistare le indagini.
Ma era stato subito arrestato grazie al rapido intervento dei Carabinieri, chiamati sul posto dalla sorella di Cinzia, insospettita per quell’interminabile silenzio della sorella: «temo possa essere successo qualcosa di grave a mia sorella. Potete recarvi in via Gozzano 3?», disse alla centrale operativa del «112».

Femminicidio D’Aires: inizia il processo

Ora, a distanza di due anni da quel drammatico evento, a Ivrea inizierà il processo nei confronti dell’omicida, che ora si trova in carcere a Biella. L’uomo è stato ritenuto idoneo ad affrontare il processo nel tribunale eporediese. Ieri, venerdì, 13 marzo, Quartuccio è comparso davanti al giudice per l’udienza preliminare difeso dall’avvocata Francesca Caminiti.
Le indagini sono invece coordinate dal pubblico ministero Mattia Cravero, che in questi due anni ha ascoltato testimoni e parenti, ricostruendo ogni dettaglio della vita di quella coppia.
Tutta la Città rimase scossa da quell’efferato delitto, tanto da scendere in strada per una fiaccolata proprio in via Gozzano, due giorni dopo la tragedia, alla presenza anche delle autorità comunali.