Report Mal’Aria 2026

Settimo Torinese è la città più inquinata della provincia: l’allarme di Legambiente

Secondo il dossier la centralina Vivaldi ha registrato 48 giorni di sforamento del PM10. Tra le cause traffico, riscaldamenti e modelli urbani ormai superati

Settimo Torinese è la città più inquinata della provincia: l’allarme di Legambiente

Settimo Torinese risulta la città più inquinata della provincia di Torino secondo il nuovo rapporto Mal’Aria di città 2026 pubblicato da Legambiente sulla qualità dell’aria in Piemonte e nelle principali città italiane.

Settimo Torinese è la città più inquinata della provincia

Nel dossier viene analizzata la situazione delle centraline di monitoraggio e i dati più critici emergono proprio dalla centralina Vivaldi di Settimo Torinese, dove nel corso dell’anno sono stati registrati 48 giorni di sforamento del limite giornaliero di PM10.

I dati dell’inquinamento

Nel dettaglio, secondo il report:

media annua PM10: 29 µg/mc

media annua PM2.5: 17 µg/mc

media annua NO₂: 33 µg/mc

Numeri che evidenziano come l’area sia ancora fortemente esposta all’inquinamento atmosferico e che, secondo l’associazione ambientalista, restano lontani dai nuovi limiti europei previsti per il 2030.

Un problema strutturale

Nel rapporto Legambiente sottolinea come la qualità dell’aria in Piemonte non possa più essere considerata una semplice emergenza episodica legata al meteo, ma una criticità strutturale legata a scelte politiche e modelli di sviluppo consolidati nel tempo.

Tra i fattori principali individuati dall’associazione ci sono:

il traffico urbano e metropolitano

il riscaldamento domestico, in particolare con biomasse

un assetto urbanistico rimasto sostanzialmente invariato dagli anni ’70

alcune caratteristiche della filiera agricola e zootecnica.

Proprio nei centri urbani più trafficati, come Settimo Torinese, emergono i dati più evidenti legati alla concentrazione di biossido di azoto e agli sforamenti del particolato fine.

La sfida verso il 2030

Il dossier ricorda inoltre che la nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria prevede limiti ancora più stringenti entro il 2030, con soglie praticamente dimezzate per diversi inquinanti.

Per questo Legambiente sottolinea la necessità di politiche più incisive su mobilità sostenibile, efficientamento energetico degli edifici e riduzione delle emissioni, avvertendo che senza interventi significativi il Piemonte rischia nuove procedure di infrazione europee e pesanti conseguenze economiche e sanitarie.

Un quadro che, secondo l’associazione, richiede decisioni politiche rapide e strutturali per migliorare la qualità dell’aria e la salute dei cittadini.