Dopo mesi di silenzio, la Gronda Est torna al centro dell’attenzione.
Gronda Est, nuovo confronto tra sindaci e cittadini
Martedì 10 marzo, i sindaci della zona collinare sono stati convocati in Città Metropolitana a Torino per una riunione decisiva sullo studio di fattibilità dell’infrastruttura, mentre il fronte dei No Gronda ha organizzato un presidio davanti all’ingresso di corso Inghilterra per ribadire la propria contrarietà.

Il progetto nasce dalla necessità di ridurre il traffico dei mezzi pesanti nei comuni della collina ma i cittadini e le associazioni ambientaliste temono che l’opera possa compromettere il territorio collinare. La discussione, come già emerso nelle settimane precedenti, è stata accesa soprattutto a Gassino, dove l’Amministrazione ha concesso la sala consiliare per un incontro dei No Gronda.
Martedì mattina, il tavolo tecnico-politico si è riunito nella sede della Città Metropolitana di Torino. A guidare l’incontro è stato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, delegato ai lavori pubblici, con la partecipazione dell’Assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi e del Consigliere metropolitano delegato all’ambiente Alessandro Sicchiero, anche nella veste di sindaco di Chieri. I rappresentanti regionali e metropolitani hanno sottolineato l’importanza dell’approccio partecipativo e del coinvolgimento degli amministratori locali nelle scelte progettuali.
Durante la riunione, i tecnici dello studio Meta hanno presentato le alternative di tracciato elaborate, recependo le osservazioni dei Comuni raccolte dai tavoli iniziati nel 2024. Tra i temi ancora aperti, le possibili criticità e interferenze con la viabilità minore, con l’obiettivo di arrivare a una scelta condivisa tra le sette opzioni considerate. Secondo i tecnici, le opzioni A e A’ risultano quelle con il miglior rapporto tra benefici e costi, prevedendo per la zona nord della Collina il passaggio in Val Pallera, mentre a sud si ipotizza il riutilizzo della Provinciale 122. Per il nodo di Sant’Anna la A prevede una galleria, la A’ un percorso di aggiramento; per la tangenziale di Chieri è previsto un possibile raddoppio con due carreggiate indipendenti, mentre la tratta Chieri-autostrada A21-Poirino potrebbe essere potenziata tramite la Variante di Pessione.
Dal punto di vista economico, le opzioni A e A’ richiederebbero un investimento stimato di 527 milioni di euro, mentre le altre soluzioni vanno dai 669 agli 806 milioni. Le opzioni A e A1 consentono raccordi più immediati con la viabilità locale e riducono la necessità di tunnel, infrastrutture complesse e costose da realizzare e mantenere.
Sul territorio, l’attenzione resta alta: Gassino, Castiglione e San Raffaele seguono con interesse gli sviluppi, in particolare nella zona di Bussolino verso villa Bria. Il sindaco di Gassino, Cristian Corrado, ha ribadito la necessità di tutelare il territorio, aprendo però a ipotesi progettuali che possano conciliare esigenze di traffico e salvaguardia della collina.
Martedì 10 marzo ha rappresentato dunque un nuovo passo in una vicenda che da decenni interessa la collina torinese, tra necessità infrastrutturali, tutela ambientale e partecipazione dei Comuni nella definizione del percorso della Gronda Est.