l'intervista

Lidia e quella sua prima volta alle urne nel 1946: «Erano tempi molto duri, fu una prima conquista»

Ad 80 anni dal voto, il prezzo di essere donna

Lidia e quella sua prima volta alle urne nel 1946: «Erano tempi molto duri, fu  una prima conquista»

L’8 marzo, quest’anno segna un anniversario importante e significativo.

Ad 80 anni dal voto, il prezzo di essere donna

Ottant’anni fa infatti, le donne furono chiamate per la prima volta al voto, quando gli italiani scelsero tra Monarchia e Repubblica.
Era il 2 giugno 1946, una data simbolo, molto significativa. All’epoca la maggiore età veniva raggiunta a 21 anni. Dunque, oggi, testimonianze dirette su quel giorno, il clima che si viveva, possono essere raccontate da donne che hanno almeno 101.
Sul nostro territorio la signora Lidia Re proprio all’inizio del 2026 di anni ne ha festeggiati ben 102 e per l’occasione, lei, sanmaurese, ha ricevuto anche le congratulazioni della sindaca Giulia Guazzora, che è andata a trovarla a casa e le ha consegnato una targa a nome dell’intera Amministrazione comunale .

Il racconto di Lidia

Con l’aiuto della figlia della signora Lidia, Renata, ripercorriamo il racconto di quel momento storico, che resta ben impresso nella sua memoria.
Come è normale che sia vista l’importanza che ha avuto per tutta la nostra nazione.
«Mia mamma – sottolinea la signora Renata – più volte nel corso degli anni ci ha raccontato di quando le donne furono chiamate per la prima volta al voto. Tra Monarchia e Repubblica lei aveva espresso la sua preferenza per la Repubblica (che vinse con oltre 12,7 milioni di voti contro i 10,7 milioni della Monarchia, ndr). E ancora oggi, scherzando, se qualcuno le chiede che cosa è la Monarchia, lei risponde “Sono io”, perché si chiama Re di cognome. Mamma ricorda ancora che Alcide De Gasperi, a seguito del referendum e della vittoria della Repubblica, subentrò al Re Umberto di Savoia alla guida del paese. All’epoca si era appena stabilita a Torino».
Aggiunge ancora la signora Renata: «Sia mia mamma che mio papà hanno vissuto gli anni della guerra in piena gioventù. Papà, infatti, era nato nel 1919, mentre la mamma è classe 1924. Sono stati anni molto difficili e anche la situazione della donna, all’epoca, era caratterizzata da molte limitazioni. Oggi le cose sono certamente migliorate ma di strada da fare ce n’è ancora. Il momento del voto nel 1946, dunque, è stato vissuto anche da mia mamma come un passo avanti molto importante, una conquista fondamentale finalmente raggiunta da parte delle donne».
Originaria di Riva di Chieri, da giovane ha lavorato come bobinatrice in un’industria tessile del Chierese, dove ha conosciuto Nello, l’uomo che sarebbe poi diventato suo marito. Un amore nato durante una pausa di lavoro e coronato dal matrimonio nel 1945, appena finita la guerra.

Il periodo del dopoguerra

Dopo il trasferimento a Torino e poi a San Mauro, la coppia ha affrontato con intraprendenza il difficile periodo del dopoguerra, aprendo un’officina per la produzione di viti e bulloni, attività portata avanti insieme fino alla pensione.
«Uno degli insegnamenti che mia mamma ha sempre cercato di trasmettermi è quello che la donna deve cercare di essere indipendente. Un concetto, questo assolutamente moderno ed attuale oggi in un’ottica di pari diritti».
La signora Lidia re rappresenta dunque una testimonianza diretta di una delle prime conquiste fondamentali che è stata raggiunta dalle donne che, prima del 2 giugno 1946 non avevano mai potuto votare. Fu la prima volta in cui l’Italia andò alle urne con il suffragio universale e se si pensa che le donne che parteciparono alla tornata elettorale furono altre 12milioni, questo sta a dimostrare quanto era davvero grande la voglia di potersi esprimere in prima persona.