con la lilt

«La prevenzione è decisiva, mi ha salvato la vita»

Graziella Braghieri racconta l’impegno dell’associazione con le attività di screening

«La prevenzione è decisiva, mi ha salvato la vita»

La prevenzione non è solo una parola o un concetto astratto, ma rappresenta una barriera concreta contro malattie gravi e debilitanti come i tumori. Graziella Braghieri, responsabile della delegazione di Settimo della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) dal 2018, vive questa missione con una passione che nasce da un’esperienza profondamente personale, affermando con convinzione che «a me personalmente la Lilt ha salvato la vita e per questo io ci credo».

«La prevenzione è decisiva, mi ha salvato la vita»

Questa dedizione si trasforma in un servizio essenziale per il territorio, specialmente in un’epoca segnata da profonde disuguaglianze nell’accesso alle visite per la diagnosi precoce. I dati nazionali confermano l’urgenza di questo impegno: ogni anno in Italia si registrano circa 390 mila nuove diagnosi di tumore, ma la sopravvivenza aumenta costantemente grazie alla prevenzione che resta decisiva, poiché un tumore su tre si può evitare. La missione della Lilt, ente pubblico su base associativa vigilato dal Ministero della Salute, si articola su tre pilastri fondamentali definiti nelle sue linee guida: la prevenzione, la diagnosi precoce e l’assistenza ai pazienti. Tuttavia, è nella prevenzione che la Lilt mostra il suo volto più umano e immediato. Braghieri ricorda con emozione i grandi eventi collettivi dove l’unione fa la forza, come gli screening in piazza con l’ausilio delle tende militari dove i medici effettuano visite gratuite. «In una di queste occasioni – racconta -, ad alcune persone è stata salvata la vita poiché è stato riscontrato un inizio di melanoma durante un controllo dermatologico che altrimenti sarebbe passato inosservato».

Non  sono casi isolati…

Non sono casi isolati: su circa 700 visite effettuate in una singola giornata di screening, si stima di poter intercettare patologie nel dieci per cento dei casi, salvando potenzialmente decine di vite. La sfida principale oggi è rendere queste prestazioni accessibili, contrastando un sistema dove le visite private possono costare tra i 140 e i 150 euro, cifre spesso proibitive. «La Lilt interviene offrendo controlli specialistici con piccoli contributi di 15 o 20 euro, permettendo anche ai più deboli di non abbandonare la speranza di curarsi, perchè – sottolinea amaramente -, spesso «la gente non lo capisce che la prevenzione è veramente importante» e si avvicina alla tessera associativa solo come a un servizio.
Nonostante le difficoltà nel reperire medici, poiché anche quelli in pensione vengono spesso richiamati negli ospedali pubblici per coprire le carenze di organico, l’impegno a Settimo Torinese non rallenta. Il messaggio centrale resta quello racchiuso nel motto storico dell’ente: prevenire è vivere. Ogni visita dermatologica o urologica non è solo un atto sanitario, ma un gesto di amore verso se stessi che può cambiare il corso di un’esistenza. «So che ho salvato la vita anche ad altri – continua la referente nel suo racconto -, per cui per me è veramente importante questa associazione». In un mondo dove la malattia può far sentire soli, realtà come questa sono fari di speranza che ricordano come la salute sia un diritto che passa attraverso la consapevolezza e il tempo dedicato alla prevenzione.  Entrare nella Lilt significa trovare una famiglia dove la solidarietà è il primo farmaco per affrontare un potenziale problema e la prevenzione la migliore cura possibile per guardare al domani con serenità e forza d’animo.