le perplessità

Ma D’Ambrosio suona la sveglia «Pensate ai problemi ordinari…»

La Settimo del futuro sarà progettata dai bambini

Ma D’Ambrosio    suona la sveglia «Pensate ai problemi ordinari…»

In alcuni momenti scuoteva la testa, in altri, invece, si limitava ad «indossare» un’espressione più scettica. Insomma, ad osservarlo durante l’ultima Commissione sulla Città dei bambini e delle bambine, Francesco D’Ambrosio sembrava quasi un «meme» vivente. Ed effettivamente, ai margini della Commissione, il consigliere di Fratelli d’Italia non nasconde i propri dubbi su un progetto che rischia «di essere più facciata che sostanza».

 Ma D’Ambrosio suona la sveglia «Pensate ai problemi ordinari…»

«La sensazione generale è che si preferisca lavorare sui particolari piuttosto che affrontare i problemi generali di una città che oggi fatica sull’ordinario – argomenta -. È come pensare ai soprammobili quando il pavimento è ancora rotto. Benissimo dare voce ai più giovani, ma allora bisogna essere coerenti: se diranno che la città è sporca e trascurata, mi aspetto che si intervenga davvero». Ma a lasciare «perplesso» l’esponente FdI è anche il metodo di selezione previsto. «Ci è stato spiegato che si ricorrerà al sorteggio per evitare che siano le maestre a individuare i bambini più capaci o più maturi, perché considerati “troppo adulti”. È un approccio discutibile – afferma -: sembra quasi che il merito e la capacità di ragionare diventino un problema, come se la maturità fosse un difetto o potesse portare a opinioni non allineate. Ascoltare i bambini dovrebbe voler dire valorizzare le loro idee, non preoccuparsi di livellarle verso il basso». Con queste premesse, D’ambrosio chiarisce che «il contributo della minoranza può essere quello di riportare il confronto su un piano concreto e non ideologico». «Coinvolgere i più giovani ha senso se si valorizzano le loro capacità e se le osservazioni vengono tradotte in interventi misurabili su decoro, sicurezza e qualità degli spazi pubblici – puntualizza -. Se invece l’ascolto serve solo a costruire la narrazione sulla “città del futuro” dell’assessore Raso, allora perde di significato».

L’analisi

Dalla Città dei bambini e delle bambine, l’analisi di D’Ambrosio si sposta anche su altri progetti presentati dalla Giunta per il 2026. E tra questi c’è il bonus sport. «È nel Dup, ma ad oggi non abbiamo avuto modo di valutare misure concrete o strumenti operativi. Quando ci sarà un progetto vero, allora potremo valutarlo. Per ora siamo ancora agli annunci», taglia corto. Non va meglio quando si parla di via Crispi e della nuova viabilità prevista per decongestionare il traffico del centro. «È un progetto sensato, il problema è il disegno complessivo. Qui si parla di una visione di città che segue un modello già visto: progressiva limitazione dell’automobile, zone sempre più estese a traffico ridotto, città pensata come un grande centro pedonale. È una visione che richiama le politiche della sinistra europea. Il punto è che Settimo – riflette – non è un centro storico turistico e non può essere trattata come tale. È una città dove molte persone lavorano a Torino o nella provincia e hanno bisogno di muoversi. Se non si parte da questa realtà, il rischio è costruire una città teorica, non una città che funziona». Per D’Ambrosio, non funzionano neanche le «installazioni instagrammabili» per risollevare il commercio. «È distante dalla realtà – afferma -. Le installazioni possono produrre qualche contenuto sui social, ma non riportano clientela stabile, non riaprono le serrande, non compensano uno squilibrio creato in anni di politiche sbagliate. È come mettere una stella di Natale su un albero che sta bruciando: un gesto estetico che serve alla narrazione, non a salvare ciò che resta del commercio di prossimità». «Quando Piastra parla di “città più giusta”, è evidente che stia esprimendo la sua visione, così come quella della sua maggioranza. Ma la giustizia urbana non è un concetto assoluto: dipende dai valori, dalle priorità e dal modello di società che si ha in mente – analizza il consigliere di FdI -. La città che emerge oggi è chiaramente il riflesso della loro impostazione politica. Il tema vero non è la definizione, ma se questa visione sia davvero inclusiva di tutte le esigenze della città o solo di una parte».
Insomma, davanti ad una Giunta che sembra sognare in grande, D’Ambrosio preferisce riportare tutti con i piedi per terra. «Più che sognare, credo sia importante restare svegli – tuona -. Amministrare una città significa partire dalla realtà quotidiana e dai problemi concreti che i cittadini vivono ogni giorno. I sogni vengono dopo, quando l’ordinario funziona e le priorità sono chiare».