Grandi Opere

Metro 2 Torino, c’è l’aggiudicazione: cosa cambia per Settimo e San Mauro? Niente.

Metro 2 Torino, c’è l’aggiudicazione: cosa cambia per Settimo e San Mauro? Niente.

Metro 2 Torino, c’è l’aggiudicazione: quali prospettive per Settimo e San Mauro? Nessuna.

Metro 2 Torino

Svolta per la grande opera: via libera al lotto Rebaudengo-Porta Nuova. Ma mentre per Settimo  e San Mauro poco cambia: mancano i fondi per il Pescarito. E Piastra propone un tram veloce come alternativa.

Il disegno finale

Il mosaico della Linea 2 della Metropolitana di Torino inizia finalmente a comporsi, ma il disegno finale per l’area nord del Canavese resta ancora sfocato. L’aggiudicazione dei lavori per il primo lotto funzionale — la tratta che collegherà Rebaudengo a Porta Nuova — segna l’avvio concreto di un’opera attesa da decenni, ma riaccende il dibattito sulle infrastrutture “dimenticate” oltre i confini del capoluogo. La posizione di Settimo: «Notizia enorme, ma servono più treni»
Per la sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra, l’aggiudicazione dei lavori è un segnale estremamente positivo. Sebbene la metro non arrivi fisicamente nel Comune, il completamento della tratta fino a Rebaudengo entro il 2032 permetterebbe ai cittadini settimesi di sfruttare un efficace interscambio.

Fino a Rebaudengo

L’idea è semplice: arrivare in treno fino alla stazione di Rebaudengo e da lì salire direttamente sulla Metro 2. Tuttavia, Piastra avverte: per rendere questo sistema davvero efficiente, è necessario un potenziamento del servizio ferroviario attuale. «Continuiamo a chiedere che passino sempre più treni», ha sottolineato la prima cittadina, evidenziando come le grandi infrastrutture abbiano tempi di gestazione lunghi ma potenzialità enormi per la mobilità sostenibile.

Il “caso” San Mauro: lo spettro di un’opera a metà

Di umore opposto è il territorio di San Mauro Torinese, che si sente nuovamente “ascoltato a metà”. Nonostante l’avvio del primo lotto sia un passo avanti, continuano a mancare i finanziamenti necessari per lo “sfiocco” verso il Pescarito, il nodo cruciale per l’area industriale e collinare. La sindaca Giulia Guazzora mantiene alta la guardia: «Resta una richiesta prioritaria per valorizzare tutta la nostra area». Il timore, espresso anche dalle colonne della cronaca locale, è che la metro al Pescarito rimanga un miraggio visibile solo dalle future generazioni. Al momento, il Comune resta in una fase di “pressing” costante su Torino e sul Ministero, unico ente in grado di sbloccare i fondi necessari.

Un tram in sede protetta

Data l’incertezza e i tempi biblici (si parla di almeno trent’anni per vedere la metro a San Mauro), Elena Piastra ha rilanciato un’idea alternativa durante i confronti con il sindaco metropolitano Stefano Lo Russo e la collega Guazzora. La proposta riguarda un tram in sede protetta. Si tratterebbe di una soluzione economicamente più sostenibile rispetto al tunnel sotterraneo, capace però di garantire un collegamento rapido su ferro e di non lasciare scoperto il quadrante nord-est per i prossimi decenni.

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