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Nel 2026 il Pd volta pagina. Per il dopo Farinetto, si prepara Cantamessa

Nei prossimi mesi verrà eletto il nuovo segretario dei Dem, che dovrà lavorare anche per individuare l’erede della sindaca

Nel 2026 il Pd  volta pagina. Per il dopo Farinetto, si prepara Cantamessa

Nel 2026 il Pd volta pagina. Per il dopo Farinetto, si prepara Cantamessa. La politica settimese in primo piano.

Pd Settimo

È (quasi) tempo di congresso in casa Pd. Oltre al 2025, infatti, sta per scadere anche il mandato di Nicolò Farinetto alla guida del circolo. E così, per i Dem, il 2026 sarà l’anno in cui verrà designato il nuovo segretario che, salvo colpi di scena dell’ultimo momento, come ampiamente anticipato su queste colonne, dovrebbe corrispondere al profilo di Matteo Cantamessa. «Dopo l’elezione avvenuta a febbraio 2022, il 2026 sarà il compimento di un percorso e di un mandato che si esaurisce nei quattro anni. Sono arrivato al traguardo», afferma Farinetto, aprendo di fatto l’ultimo miglio che porterà all’elezione del futuro segretario del Pd.

I programmi

Stando al cronoprogramma previsto dal partito, entro metà gennaio si dovrebbe riunire il direttivo che convocherà l’assemblea congressuale all’inizio di febbraio. Queste le tappe che segneranno il cambio della guardia nel Pd. E apriranno anche una nuova «Era».
Un cambio che Farinetto aveva già anticipato a luglio del 2024, subito dopo la vittoria delle elezioni di Elena Piastra. Al termine della Festa de l’Unità, infatti, l’attuale segretario Dem aveva annunciato la volontà di fare «un passo di lato». Poi, il dietrofront e la decisione a novembre 2024 di accettare la proposta del Partito di proseguire alla guida del circolo fino alla scadenza naturale del suo mandato. «Ho dato la parola e tendo a rispettare quello che dico. Non c’è nessun ripensamento – argomenta Farinetto -. Ci sono momenti per fare tutto e credo che ognuno di noi, nei vari ruoli, sia di passaggio. Già un anno e mezzo fa, per quanto mi riguarda, si era completato un percorso che aveva visto il Pd vincere le elezioni con un risultato sopra ogni aspettativa. Ho deciso di accettare, a novembre del 2024, la proposta del partito di andare avanti ancora un altro anno e mezzo perché ritenevo opportuno costruire le basi migliori per rafforzare il partito e credo e spero di averlo fatto. Anche la scelta di introdurre il coordinamento politico è stata un’esperienza interessante e quest’anno e mezzo ha riportato centralità del direttivo». Insomma, una naturale fine di un ciclo che Farinetto saluta con serenità. Nessun rancore e nessun sassolino dalla scarpa – almeno per ora – da togliersi neanche con chi, secondo qualcuno, nel Pd avrebbe preso le distanze dal proprio segretario già da tempo. «Non posso dire che il partito non mi abbia sostenuto – chiarisce -. In una dimensione di confronto possono poi esserci momenti in cui le cose vanno meglio e altri in cui vanno peggio, ma abbiamo “traghettato” insieme».

Il futuro

E terminato il periodo di traghettamento, adesso, si prepara a prendere il timone del Pd Matteo Cantamessa, ex segretario di Articolo Uno. Il suo nome circola ormai da tempo e sembra rappresentare quella «soluzione condivisa» che i Dem cercano per consolidare il partito. E, inutile nasconderlo, per lavorare al candidato – o candidata – del dopo Piastra. Con l’orizzonte prima delle elezioni politiche del 2027 e poi delle amministrative (nel 2029), sarà soprattutto questa la sfida principale del futuro segretario del Pd.
Sullo sfondo, intanto, restano gli equilibri che si stanno delineando a livello nazionale in un momento in cui ha traballato anche la leadership della segretaria Elly Schlein (che a Settimo, in fase di congresso, era stata sostenuta da una frangia residuale del Pd guidata dall’ex assessore Daniele Volpatto). E solo qualche mese fa diversi esponenti del Pd locale, tra cui la sindaca Piastra e il presidente del Consiglio, Luca Rivoira, avevano partecipato all’incontro dell’ala riformista promosso a Milano dall’eurodeputato Giorgio Gori. «Osserviamo con attenzione ma anche con un minimo di distacco quello che sta succedendo – spiega Farinetto -. Il percorso del “testardamente unitari” che sta mettendo in campo la segretaria nazionale è quello che, di fatto, a Settimo è già stato tracciato. Il confronto è il sale della democrazia e il fatto che diversi esponenti abbiano partecipato ai percorsi nati nell’ultimo mese e mezzo non credo sia una forma di distacco ma un valore aggiunto».